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The Ochrana: Death Rock da New York

Mercoledì, 22 Maggio 2013 10:47 Pubblicato in Interviste

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con David dei The Ochrana, band Death Rock da New York, presente sulla compilation "Dark New York", insieme a Scarecrow, Of a Mesh, The Naked and the Dead, The Children's Zoo, e Concrete Witchdoctors.

1) Ciao e grazie per aver accettato il nostro invito! Il vostro monicker è molto strano... cosa significa? The Ochrana (più precisamente, secondo la grafia russa, Okhrana) era una forza di polizia segreta al servizio dello Zar nella Russia del XIX secolo. Lo abbiamo scelto per un motivo ben preciso, ma anche perchè volevamo scegliere un nome che avesse un significato socio-politico, piuttosto che un nome che suonasse bene, allo stesso modo di una qualsiasi altra band Dark di New York.

2) Puoi raccontarci qualcosa di voi, a livello biografico? Mi chiamo David Patti e sono stato il batterista e uno dei membri fondatori dei The Ochrana. Siamo di Long Island (un quartiere di New York City) e io ho iniziato a suonare la batteria quando avevo appena 8 anni. Sono nato con questa passione, e questo ritmo, e mi esercitavo ogni giorno dopo la scuola, per ore, ascoltando i Kiss, i Led Zeppelin e i Police. Siccome mio padre era un chitarrista, negli anni '50/'60, conosco anche molto Jazz, che ascoltavo in famiglia. Anche mio fratello era chitarrista, e suonava in una rock band tra gli anni '60 e '70 ai club di Long Island. Comunque, appena sono giunto a un buon livello pratico, ho formato la mia prima band, iniziando a suonare nelle feste dei vicini. Quando avevo 14 anni, ho cominciato ad abbracciare alcune influenze Rock and Roll, prima di avvicinarmi a band come Siouxsie and the Banshees, The Cure (quelli prima degli anni '90), Echo and the Bunnyman, Killing Joke, UK Decay.Prima di formare i The Ochrana, ho suonato anche nei The Naked and the Dead e The Children’s Zoo, per un breve periodo.Anche se sono originario di New York, ora vivo a New Jersey con la mia famiglia. Gli altri membri dei The Ochrana sono:

Guy Smit – Singer/Songwriter and Bass

Arrow Kleeman – Guitar

Diane Davis – Bass

(scusatemi, ma non posso raccontarvi molto sugli altri membri della band -Guy e Arrow andavano nella LaQuardia High School insieme; ci siamo incontrati lì. Guy e Arrow erano artisti e musicisti, e vivevano a New York City. Ho incontrato Guy due anni prima, e siccome siamo diventati amici, abbiamo formato la band. Diane era circa più grande di me di 6 anni, e 8 anni più grande di Guy e Arrow quando l'abbiamo incontrata e le abbiamo proposto di entrare nella band. Guy e Diane ci tenevano che entrasse anche Arrow, e così lo abbiamo accettato come membro).

3) La vostra musica ricorda le impronte Death Rock (specialmente i Christian Death) con un tocco di ruvido Post Punk. Siete d'accordo? Ho ascoltato "Turnabout", la vostra canzone disponibile sulla Compilation "Dark New York - Gotham City's Post Punk, Goth & Death Rock bands 1983-1988". Greg dei The Naked and The Dead ha parlato con noi alcune settimane fa, raccontandoci qualcosa del movimento Death Rock di New York...infatti, questa compilation celebra alcune band: The Naked and The Dead, Scarecrow, Of A Mesh, The Children's Zoo, Concrete Witchdoctors, e la vostra! Siamo stati tutti influenzati dalle band Goth and Death Rock come The Cure e Christian Death anche se poi ognuno di noi aveva anche altre influenze musicali. Le nostre spaziavano dallo Ska ai classici Post Punk e Rock. Quando le canzoni che scrivevamo ci dimostravano che che queste influenze ci davano un suono differente rispetto alle band Goth o Death Rock più tradizionaliste, ne ricavavamo uno strano effetto. Cercavamo di mantenere un dark feel. Comunque, di conseguenza, attiravamo diverse tipologie di ascoltatori, con gusti musicali differenti.

4) Quali erano le tematiche delle vostre canzoni? Il nostro singer, Guy Smit, era quello che scriveva la maggior parte dei testi. Guy era un artista, anche impegnato politicamente come socialista e attivista, e spesso poneva l'attenzione su temi di attualità sociale e politica dell'epoca, satira o anche su sentimenti come l'amore. Viaggiava molto per l'Europa e ha vissuto nei Paesi Bassi per molti anni. La sua esperienza europea gli è servita per scrivere qualche testo.

5) Puoi raccontarci qualcosa sulla scena Goth e Death Rock degli anni '80? In fondo, la vivevate all'epoca, ne siete stati protagonisti e credo che tutto questo vi renda orgogliosi...penso che molti ragazzi amani scoprire band del passato; spesso, sono proprio loro che creano webzine, per celebrare i fasti della scena Dark anni '80. Potremmo quasi considerare il Movimento Gothic una musica senza età. Qual'è la tua opinione, al riguardo? E puoi raccontarci qualcosa al riguardo sulla scena di New York? Era eccitante essere giovane e musicista a New York. Prima che esistessero i social network, i cellulari, gli MP3 e l'autopromozione. Se volevi essere conosciuto, dovevi suonare concerti, andare nei night clubs per farti conoscere e -se eri fortunato- potevi produrre una tape, spesso distribuita sulle fanzine o col passaparola. Era un periodo difficile, ma eccitante.Penso che questo ci rendesse molto collaborativi piuttosto che competitivi. In genere, provavamo in un palazzone chiamato Music Building al centro di Manhattan dove si ritrovavano anche un sacco di altri musicisti, per provare e registrare i loro dischi durante il giorno o la notte. Era come se fosse un party senza fine, il talento e l'immaginazione venivano fuori da queste porte - e tutto questo capitava al centro di New York City-. Spesso vedevamo i nostri contemporanei The Plauge, Braineaters, Of a Mesh, Children’s Zoo e Farenheit 451. Ci supportavamo a vicenda, e ascoltavamo tutto ciò al quale ciascuno di noi lavorava, collaborando per suonare insieme o solo per parlare di tutto ciò che accadeva nella scena artistica e musicale di New York. C'era un sacco di energia in quei giorni perchè molte persone da differenti backgrounds e stili musicali diversi si riunivano in una stessa scena, nello stesso momento.

6) Avete mai suonato live? I The Ochrana hanno suonato live alcuni show negli anni '80, circa otto show (ho tenuto il conto in questi anni). Siamo stati ospitati al CBGBS, al the Lismar Lounge e al Tramps. Ci sono alcuni posters che sono stati affissi su alcuni palazzoni all'Est Village (un'atra zona di New York City)

7) Quali sono i vostri prossimi progetti? Suonate in altre band? No, non suono più e non faccio più musica, ma mi manca molto, come cosa. Sono stato nella line up dei The Naked and the Dead nella reunion del 2001 ma ho dovuto smettere dopo alcuni mesi perchè nel frattempo sono diventato papà. Spero di suonare ancora un giorno -forse nella reunion dei The Ochrana?

Siegfried: sangue e cemento, fuoco, acciaio e amore

Martedì, 21 Maggio 2013 15:27 Pubblicato in Interviste

Una nuova stella del Neo Folk brilla tra noi...
Diamo la parola a quest ragazzi che hanno appena fatto uscire il nuovo cd "CementoAcciaio"!

1) Ciao Ragazzi e benvenuti! Volete presentarvi a chi ancora non vi conosce, con una breve bio?
S: Siamo una band, nel senso più tradizionale del termine, di quelle che provano e compongono insieme. Voce, chitarre, basso, batteria e tastiere: Leo, Fofy, Gigi, Yari e Lucia rispettivamente. Suoniamo insieme da meno di tre anni ma abbiamo all’attivo due full-length e un nuovo EP già in preparazione per i prossimi mesi. Siamo totalmente autoprodotti e autopromossi, felicissimi di essere unici arbitri, insieme al pubblico, del nostro destino.
 
2) Siegfried: indubbiamente, un monicker molto teutonico ed epico! C'è qualche ragione in particolare per il quale lo avete scelto?
S: Principalmente come riferimento alla saga Wagneriana: Sigfrido è l’eroe romantico per eccellenza. Ma è anche il principe de “il lago dei Cigni” e la “linea Sigfrido” estremo baluardo della resistenza mitteleuropea… insomma, rappresenta quella visione romantica e guerriera che pervade un po’ tutto l’immaginario della band.
 
3) Avete appena fatto uscire "CementoAcciaio". Per prima cosa vorrei che ci parlaste del motivo per cui lo avete intitolato così...tra l'altro, l'omonima canzone è proprio una delle più "muscolari" del cd...anche la copertina è particolare! Tutto quel rosso passionale, col volto di una "donna statua", e una sorta di "teatro industriale" in primo piano...
S: Viviamo il tempo dell’ultima decadenza, una realtà che ha ormai estirpato completamente l’individuo dalle sue tradizioni e anche dalla semplice concezione estetica ed etica dell’esistenza… ma soprattutto da quell’epica che costituisce le basi popolari della cultura europea. Circondati dall’obbligatorietà del’intangibile e della mitizzazione della fuffa, da sentimenti asettici ed anestetizzati, sentiamo la necessità di fondamenta e radici, di concretezza e passione: sangue e cemento, fuoco, acciaio e amore. Bellezza insomma.
 
4) E ora parliamo della vostra musica! Leggo sulla biografia che prima di "CementoAcciaio" avete registrato un album, "Siegfried", di sei tracce e tre cover. Visto che non ho avuto modo di sentirlo, vorrei che foste voi a fare una sorta di parallelo tra il vostro primo cd e questo "CementoAcciaio", evidenziando similitudini e/o differenze tra i due album...
S: Il primo disco purtroppo (o per fortuna?) è esaurito, e per il momento non verrà ristampato... quindi si può ascoltare su youtube, ma se vuoi te lo masterizziamo :)
 Siegfried è stato concepito e scritto in pochi mesi, e registrato in presa diretta in 6 ore… dovevamo registrare ciò che avevano composto, e dovevamo farlo subito, ne avevamo un urgenza inarrestabile. Quindi porta con sè tutto il bene e il male dei prodotti istintivi. 
CementoAcciaio pur mantenendo una sua immediatezza, ha richiesto oltre un anno fra composizione e registrazione ed è stato sicuramente un’evoluzione notevole sia dal punto di vista della scrittura dei pezzi, sia per quanto riguarda la qualità della produzione. Se Siegfried era un disco con forti influenze (testimoniate anche dalle cover), CementoAcciaio ha goduto invece della scelta di non porre alcun limite stilistico o tematico a musiche e liriche… È sicuramente un disco dei Siegfried, ma abbiamo scritto, suonato e inciso ciò che era degno di essere sul disco, senza pensare alle “scene” e I dettami stilistici “di genere”.

5) Proponete un Neo Folk ricco di contaminazioni: a parte il tono imperiale e marziale che spesso acquistano gli arrangiamenti e le vocals declamatorie ("Il Potere dei Segni", su tutte, in particolar modo!), avete anche un'ascendenza prettamente liquida e malinconica, molto Dark Wave (come si può sentire in "Ribolle il sangue" o "I Duellanti"), Gothic Rock (Il Potere dei Segni) o cantautoriale ("Un Gentile").
S: la difficoltà che si trova ad individuare un genere nel quale inquadrarci crediamo sia la dimostrazione di quanto detto sopra… A un certo punto ci siamo anche chiesti: “Abbiamo un valzer, un pezzo quasi psichedelico, ballate e pezzi punk, non è che rischiamo di confondere chi ascolta?”
Abbiamo deciso di andare avanti senza autocensure e, come dicevamo, il risultato finale ci sembra comunque organico e suona molto… Siegfried!
In sintesi abbiamo ottenuto esattamente ciò che volevamo, e CementoAcciaio si può considerare un passo verso la definizione di uno stile personale. È un percorso che abbiamo solo iniziato, ma che cerchiamo di continuare ogni giorno.
 
6) Mi piace anche l'effetto della "doppia voce", maschile e femminile, in "Florilegio", che mi ha ricordato i Lia Fail, altra bravissima band di casa nostra. In "Isola Felice" vi avvalete della voce di Dario Parisini (Disciplinatha): è una canzone tutta spoken word, con sottofondo di frequenze minimali... Pensate di riproporre ancora questo tipo di scelte stilistiche?
S: In realtà la scelta di inserire una voce femminile in Florilegio è dovuta principalmente al fatto che ci stava davvero bene. Come ci sarebbe stata una linea di piano, e non è escluso che possa essere inserita in pezzi futuri. Questo per dire che non abbiamo preclusioni di alcuna sorta e ciò che è organico al brano viene inserito. Sicuramente però non abbiamo intenzione di arruolare voci femminili o altri strumentisti in pianta stabile, la formula della band tradizionale ci calza perfettamente.
La partecipazione di Dario Parisini, che recita e suona la chitarra in “isola Felice” è un regalo che ci è stato fatto. Dario è un amico e una di quelle persone che sentiamo “vicine” anche idealmente, per la sua visione del mondo e della contemporaneità.
 
7)Tra l'altro il brano letto è di scottante attualità... tutti i giorni si sentono le notizie delle persone morte nei cantieri o nelle fabbriche...al di là del terremoto in Emilia...a cui dedicate anche "Tramonti d'Emilia".
S: È sicuramente un episodio che ha segnato noi, ma ha soprattutto demolito molte convenzioni che volevano l’Emilia come grassa, felice, ricca e ben amministrata. Le cose sono molto diverse e lo erano anche prima del maggio 2012, forse però ora qualcuno ha aperto gli occhi.
 
8) Avete collaborato con Disciplinatha e Ianva... volete svelarci i retroscena di questa collaborazione?
S: Nei primi giorni di vita dei Siegfried ascoltavamo IANVA e ci dicevamo “Chissà, magari un giorno ci ritroveremo a suonarci insieme”. Ma era più un sogno che un obiettivo vero e proprio. Quindi puoi capire quanto siamo orgogliosi di avere avuto Renato Mercy Carpaneto quale nume tutelare di CementoAcciaio. Lo stesso discorso vale per DISCIPLINATHA, che hanno accompagnato la formazione musicale di molti di noi. Oggi, anche attraverso collaborazioni artistiche comuni, Renato e Dario sono amici, con i quail condividiamo una visione delle cose che va ben oltre la musica.
 
9) Una citazione anche per i testi! Mi piace il vostro modo di raccontare, quasi fossero delle novelle, argomenti storici ed epici. Sono davvero belli i testi di "Il Potere dei Segni", "I Duellanti" o "Dragone Scelto" (fantastico "il riff spagnoleggiante"!). S: Per noi le parole sono importanti come e quanto la musica. Senza voler fare voli pindarici, Siegfried è stato da subito un progetto multidisciplinare nel quale I concetti e il racconto vivono attraverso le note ma anche grazie alle liriche e alle immagini che accompagnano il disco. Fin dall’inzio abbiamo collaborato con Simone Poletti (Dinamo Innesco Rivoluzione) per una parte dei testi e per tutto l’impianto visuale.Il suo contributo è stato fondamentale,ci conosciamo da più di quindici anni e condividiamo progetti e idee da tempo,tant’è che noi tutti lo consideriamo come il sesto membro dei Siegfried.Con lui abbiamo deciso di produrre un pack molto fisico e tangibile, che permettesse all’ascoltatore di leggere facilmente I testi e di poter fruire di un immaginario visivo di accompagnamento adeguato.
 
10) Nella bio avete scritto che vi siete già esibiti live più e più volte. Volete parlarci un po' anche di questo vostro lato?
S: Ci consideriamo una band portata più alla dimensione live che non al lavoro in studio.I brani vengono composti tenendo sempre presente la loro resa sul palco.Non abbiamo ricorso a troppe sovraincisioni o a trucchetti “sintetici”,siamo un combo affiatato e dal vivo crediamo che questo traspaia.
 
11) Bene! Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
S: Prima di tutto grazie per l’opportunità e lo spazio che ci hai dato, lasciaci ringraziare anche tutti coloro che ci sostengono.
In un epoca in cui pare che la musica sia ormai considerata una fonte di intrattenimento gratuita e che richiede pochi secondi per un ascolto superficiale, magari attraverso un telefono, avere ancora tante persone che comprano un disco e si prendono la briga di scriverci e di commentare ciò che sentono è motivo per noi di grandissimo orgoglio.

Angels of Liberty: Long Live Goth Rock!

Venerdì, 10 Maggio 2013 15:09 Pubblicato in Interviste

Diamo la parola a questo duo inglese, dedito ad un Gothic Rock tradizionale!
1) Ciao Ragazzi, e benvenuti su Darkitalia! Parlateci di voi, con una breve bio della band... Siamo un duo dall'Inghilterra settentrionale; Scarlet Powers ai synth, Voe Saint-Clare alle vocals, synth. Usiamo una drum machine. Abbiamo iniziato nel 2011, rilasciando due Ep,  "Monster In Me" e "The Black Madonna", poi un singolo, "Complicated" e un album "Pinnacle of The Draco" nel 2012. Usiamo i sintetizzatori, ma siamo più influenzati dal suono della chitarra tipicamente Gothic Rock Old School, con il quale siamo cresciuti tra gli anni '80 e dei '90. 
 
2) Qual'è il significato del vostro monicker? Perchè lo avete scelto? Voe: abbiamo scelto questo nome per molte ragioni, e anche perchè "suona bene". In alcune dottrine esoteriche, Satana viene visto come un'angelo simbolo di libertà e liberazione, questo perchè libera le persone da obblighi religiosi o morali, in modo che sia l'uomo a farsi idea del bene e del male, per vivere in armonia con gli istinti naturali. Con il nostro progetto musicale volevamo esplorare i contrasti estremi della Luce contro le Tenebre, il Bene contro il Male, la Libertà contro la Tirannia, così abbiamo trovato che questo monicker fosse davvero adatto. Inoltre, le religioni tradizionali considerano gli angeli come i servitori di Dio, ovvero esseri senza nessuna libertà, a meno che non scelgano di "cadere". Dio è una sorta di grande dittatore cosmico, tanto che gli angeli che scelgono un proprio libero arbitrio, "non sono più angeli". Questo nome, Angels of Liberty, ci sembrava davvero interessante, e non è quello che uno potrebbe pensare a prima vista.Rappresenta il nostro humour perverso, e una sorta di "simmetria satanica".  Scarlet: le persone sono indottrinate dal pensare secondo certi schemi mentali che sono l'opposto di quello che realmente si è. Noi pensiamo che molte cose che vengono spacciate come buone sono in realtà cattive, e che quelle che sono spacciate per malvage siano in realtà buone.Tutto è relativo alle tue esperienze e dal tuo punto di vista. Se le cose venissero per davvero esplorate, probabilmente mostrerebbero un sacco di prospettive diverse. Noi vediamo questo nella vita, prospettive che ci circondano, gente che crede a questo o quest'altro, e che ha reazioni di rifiuto quando vede le cose attraverso altre prospettive  che hanno sempre rifiutato considerandole senza valore o interesse. Voe: Così questo è il nostro primo passo, nel "rivoltare" le cose da cima a fondo, per creare un puzzle. Noi speriamo che già il nostro monicker possa far comprendere il nostro modo di essere, e che faccia riflettere le persone.  
 
3) Volete parlarci delle vostre canzoni? Sono molto oscure, ammantate di spirito ottantiano, spesso Electro. Parlerei di un crossover tra "Sisters of Mercy + Clan of Xymox + The Merry Thoughts"... e cosa potete dirci delle lyrics?
Scarlet: pensiamo che le canzoni parlino di noi stessi, e preferisco che siano le persone che ci ascoltano a decidere cosa queste canzoni rappresentino per loro, senza che le mie parole possano forzarli ad una valutazione. Musicalmente sono influenzate dai Sisters, Nosferatu, Suspiria e simili, ma a livello di lyrics ci muoviamo su tematiche diverse, come argomenti politici, teorie di cospirazione, Ufo, e anche vampiri, tematiche Goth o pensieri intimisti legati all'esistenza. Anche se usiamo strumenti elettronici al 100%, per creare il nostro sound, non vogliamo suonare come un band elettronica, ma più come una "guitar band". Anche se possiamo sembrare un po' superbi, spero che il sentimento del Goth tradizionale sia meno sulla strumentazione delle chitarre, e più sull'atmosfera e lo spirito, ed ecco perchè non ci definiamo "Goth rock band". Voe: penso che siccome per molto tempo siamo stati parte della scena come fans, abbiamo questo modo analitico di rapportarci alla scena e alle persone. Trovo che la musica dei nostri primi due Ep, singolo e album siano un'introduzione a noi, e hanno riscosso un buon riscontro di critica. Non abbiamo mai voluto fare musica per altri, e la ragione è che siamo annoiati a morte da quelle band che mettono la parola "Goth", nella speranza di poter trovare un'audience più larga, che li supporti. Personalmente penso che è meglio confinarsi in un genere che ami, e che ami suonare, piuttosto che cambiare personalità dopo il successo e non essere più capaci di proporre niente di valido. Vedo band che gettano al vento la loro "gothness" in un modo cosi vuoto e debole, e solo per il successo, dimostrando che non erano mai stati davvero interessati a ciò che spacciavano. Personalmente io voglio vivere un'esperienza totale, anche fuori dalla band, così, è naturale per noi seguire certe regole. Abbiamo sempre voluto formare una band, per far sì che il Goth sia anche il nostro lavoro, ciò che creiamo per persone che ascoltano Goth e per chiamarlo come tale (Voe scrive letteralmente: "to get on with the job of making Goth for Goths and calling it that." nota di Lunaria). Come fan, non mi sono mai piaciute le band "wishy washy" della scena, e amo le band che non hanno mai fatto compromessi. è questo che abbiamo deciso di fare. Il nuovo album al quale stiamo lavorando sarà più duro nel suono, più marziale nello spirito, piuttosto che romantico.
 
4) Avete già suonato dal vivo? E in altri paesi? Voe:  no, ma non è il nostro obiettivo creare musica per i club o i dj e siamo più interessati al processo di songwriting. Sono più interessato nell'arte di fare buoni dischi per far far divertire le persone, che non l'arte di intrattenere con perfomance, anche se penso che anche questo lato meriterebbe di essere esplorato presto. Eravamo stati invitati a suonare al Whitby Goth Festival l'anno scorso, per supportare gli Alien Sex Fiend, che sarebbe stata sicuramente un'occasione da non perdere (avrei voluto sempre suonarci), ma ho avuto un incidente motociclistico mentre mi trovavo in Francia, proprio in quel periodo. Frequentavo le "Caves" o l'area Chateau, e sono finito per tornare in Inghilterra tramite un elicottero-autoambulanza. Comunque, prima di questo, avevamo motivi personali e molto poco tempo. Ora ci stiamo chiedendo se suonare live sia proprio così necessario, e mi piace l'idea di suonare live per i fans attraverso video da linkare poi su internet, così potremmo "essere ovunque" nella stessa occasione. Comunque, diamo più importanza all'aspetto del song writing, e della registrazone, e questa è probabilmente la ragione per la quale non ci interessa molto l'aspetto live. è molto difficile, inoltre, andare in tour, e fare ciò, dal momento che abbiamo un lavoro e dei bambini. Così è più facile dedicare tempo a registrare cd o film, con il tempo a nostra disposizione. Certo, non stiamo dicendo che non faremo mai concerti, anzi, siamo abbastanza eccitati dall'idea di viaggiare e fare show, ma ancora non abbiamo avuto modo di supportare così a lungo, per un tour, nessuna band. 
 
5) Che progetti avete in cantiere? Voe: il nostro primo impegno nell'agenda è creare il sound Goth tradizionale facendo tutto il possibile per farlo.Mi piacerebbe che questo stile e sound avessero ancora l'importanza che avevano negli anni '80. Così, faremo sempre più canzoni, per far rivivere questo stile, il più possibile. Stiamo lavorando al nuovo album, che sarà terminato probabilmente in Autunno, "This Is The Enemy", che nei nostri intenti, dovrebbe essere una sorta di "Pro Goth Propaganda". Stiamo anche realizzando alcuni film sulla band, e possibilmente, un libro per accompagnare l'uscita dell'album.
 
6) Volete parlarci dell'Inghilterra, negli anni '80 e attualmente? Che differenze notate nei due periodi? E com'è la scena Gothic/ Dark Electro attualmente? Cosa vi piace ascoltare?
Scarlet: L'Inghilterra? Il Goth ormai è fuori moda. Poca gente, molto poca rispetto a quella che dovrebbe esserci. C'è qualche gruppo di resistenza, ma il periodo dei grandi raduni, per le nuove band, è ormai finito. La scena odierna è dominata dall'Electro, piuttosto che dal Goth tradizionale, attualmente.  Voe: Le vecchie band ancora attraggono le folle, ma penso che la maggior parte di queste persone siano straniere, e viaggiano dagli altri paesi per assistere ai concerti in Inghilterra, come i fans greci, che sono davvero persone meravigliose. Gli anni '80 sono stati davvero vibranti, e i primi '90 erano ancora cool, ma in un maniera più ridotta. Alcune delle band che ascolto vengono dall'Europa o dagli USA. All'Electro anni '80 non sono granchè interessato, preferisco suoni più "chitarrosi". Amo molto gli Shadow Image e sto aspettando il loro album. Dall'Europa, i Merciful Nuns sono i miei preferiti. I club qui sono più centrati sul movimento Cyber/Ebm, che non mi piace, ma siamo così occupati che comunque non abbiamo il tempo per andarci. Recentemente abbiamo ascoltato molte marce politiche e militari, e leggiamo molto.Quando lavoriamo a un nuovo album tendiamo a immergerci completamente in questo mondo alternativo, legato all'idea e al concept che abbiamo messo come filo conduttore, man mano che l'album si viene creando. Una delle canzoni del nuovo album è basata sull'idea di una canzone che ho sentito tempo fa, di un brano chiamato "Erika", che era una marcia militare della Wehrmacht. è una canzone molto dolce su una ragazza che attende il ritorno del suo ragazzo dal fronte di guerra. è talmente tanto dolce, che sono sicuro che ci sono molte ragazze che sentiranno questo sentimento, aspettando il loro amore, che mai giungerà. Sono stato molto toccato da questa canzone.
 
7) Ok, concludete a vostro piacimento, e grazie per aver parlato con noi! Grazie per questa intervista e Long Live Goth Rock!


 

Voyvoda: Oscurità in arrivo dalla Bulgaria

Venerdì, 10 Maggio 2013 14:37 Pubblicato in Interviste

Autori di un cd davvero notevole e personale, un Post Punk nebbioso e fuligginoso, con qualche accenno di sperimentazione personale, abbiamo contattato questa band bulgara, i Voyvoda!

1) Ciao Ragazzi! E benvenuti qui da noi, in Italia! Presentatevi ai nostri lettori! Grazie dell'interesse! Siamo i Voyvoda, una band sperimentale Post Wave dai Balcani.

2) Voyvoda: qual'è il significato del vostro monicker? Sono originario di una famiglia di guerriglieri e musicisti che hanno combattuto per l'indipendenza e la libertà della Macedonia e della Shoplandia. Questi combattenti e ribelli guidavano delle bande, e i loro leader venivano chiamati "Voyvoda". Per omaggiarli, ho deciso di chiamare la band Voyvoda.

3) Ho recensito "Iztok". Davvero un buon lavoro personale, che riecheggia Joy Division/i primi Cure/The Sound. Le vocals sono sempre tragiche, ma molto potenti, insieme alla linea generale della chitarra. Nella mia opinione, le vostre canzoni migliori sono "D.A.S.F", "No Passports", "Mr Mrak"(belle le vocals femminili! ), Staroverets. Vuoi parlarci della tua musica? E quali argomenti trattate nelle canzoni? Che significato ha "Iztok"? Grazie per la recensione! "Iztok" significa "Est" in bulgaro; è una parola che ci rappresenta, e crediamo possa rappresentare anche il nostro album, e il sound che cerchiamo di creare, così c'è venuto naturale intitolarlo come "Iztok". Al riguardo delle canzoni, trattiamo diversi temi, per esempio "Staroverets" e "D.A.S.F" riportano la mia personale visione, molto oscura, sul mondo e sulla realtà dei Balcani, mentre altre canzoni narrano di alcuni eventi della mia vita o storie immaginarie; "Mr Mrak", per esempio, parla di un impiegato della compagnia croata dell'elettricità, che avvelena, con le onde radioattive, una persona. Poi, scrivo moltissimo sul Folklore della mia terra, storie ormai dimenticate, parlando dei miei Voyvodas preferiti, che sono la mia fonte di ispirazione principale.

4) Mi piace moltissimo l'artwork del vostro cd! La copertina è un'immagine perfetta, un'allegoria della tristezza e della solitudine. è una foto davvero spettrale e oscura, con tutta quella nebbia e le persone che camminano sole e desolate... spettrale e triste, come la vostra musica, del resto... Grazie di nuovo! è una foto del 1930, ed è un'immagine del centro cittadino di Sofia, e in effetti, la sentiamo rappresentativa della nostra musica, con tutta quella nebbia, che rappresenta anche "il foggy mood" dell'album, e di noi stessi.

5) Come vanno le cose, nella scena musicale alternativa bulgara? Le cose non vanno così bene come vorremmo, ma in questi anni c'è stato un miglioramento, così siamo davvero entusiasti di queste nuove band che vengono da Sofia o dal resto della Bulgaria. Noi stessi siamo un po' outsiders della scena, perchè in effetti l'idea dei Voyvoda è nata in Florida, dove ho vissuto per un po', studiando come studente anni fa, e non ero propriamente ispirato dalla scena alternativa o Goth della Bulgaria, ma più dal vecchio Folk, di alcuni cantautori ribelli, le cui influenze cerco di mixare al tipico sound Post Punk, DarkWave e Metal, che ascoltavo molto nel SudEst della Florida.

6) Ok, finite a vostro piacimento la nostra intervista! Per noi è un onore essere ospitati qui su Darkitalia, grazie davvero per l'opportunità e il supporto che ci avete offerto! Stiamo per finire il nostro nuovo cd, "Aramia", che dovrà uscire per questa estate, o verso l'autunno, e poi saremo in tour per tutto Settembre, e ci piacerebbe venire anche in Italia. Speriamo di poterci vedere presto, qui da voi! Grazie!

Camillo Perazzoli: Surrealismo Grottesco in musica

Martedì, 07 Maggio 2013 20:30 Pubblicato in Interviste

Diamo la parola a questo interessante artista, davvero personale! Le domande numero 8-9-10-11 sono di Andrea.

1) Ciao Camillo! Per prima cosa benvenuto! Sei stato segnalato dalla nostra utente Sarelka nel nostro topic dedicato alle band italiane, e cosi eccoti qui! Vuoi presentarti meglio, ai nostri lettori? Ciao darkitalia sono un essere umano alto 1.90 per 78 chili, segno zodiacale acquario ascendente uranio impoverito.

2) Vuoi parlaci del tuo cd? Su YouTube è possibile sentirne qualche pezzo. Fra qualche giorno sarà tutto su youtube per chi lo vuole ascoltare, s'intitola “The dark side of tuna”. C'è dell'oscurità dentro sì sì. C'è dell'oscurità dentro.

3) "Abusive Priest": un titolo di cronaca davvero attualissima... la canzone parla di un prete pedofilo che ama circondarsi di fiori blu e nel contempo volge lo sguardo a Dio.

4) A dispetto dell'aria scanzonata del video di "Crypt Dracula Crypt", proponi una musica davvero oscura e torbida: I See Owls, My Friend Totoro, The Dark Side of Tuna, The Pink Rabbits Kill... Sì hai ragione e mi piace che le 2 cose si mischino (l'aria scanzonata e l'oscurità torbida); in questo mi sento molto affine a quello che fa David Lynch nei suoi film.

5) Chi è Totoro? Totoro è un animale solitario protagonista di un cartone animato giapponese anni 80'

6) Una tua canzone si chiama "Crop Circles"; sei appassionato di questa leggenda? Mi piaceva l'idea di alcuni contadini che denunciassero gli alieni in tribunale per danni e mi piaceva immaginare questo attraverso sonorità darkwave.

7) Sembra che tu ti sia divertito molto a girare il video di "Cryp Dracula Crypt"! Come è stato idearlo, e perchè hai scelto di dare spazio a questa attitudine così scanzonata? Mi piace mischiare sonorità oscure/darkwave/postpunk a testi surrealisti. Per quanto riguarda il video l'ho girato e montato e il protagonista vampiresco e un mio amico attore che ha una certa somiglianza con klaus kinsky interprete del nosferatu di Herzog. Il video e la canzone descrivono la vita di un vampiro annoiato infastidito dagli alieni.

8) Dove è stato girato il video di Crypt Dracula crypt! e da dove nasce l’idea di questo brano?
Il video è stato girato a Grottammare provincia di ascoli piceno nello Stato Pontificio. Ho immaginato la canzone come una sorta di marcia funebre grottesca; l'idea viene da alcune processioni religiose che si fanno nei paesini dello stato pontificio dove io vivo. Il video descrive la giornata tipo di un vampiro. Alle sonorità oscure dei tuoi brani, fanno da contraltare testi esilaranti e provocatori, come nel brano “serene defecation”, in cui creatures without a face look at me as I try to complete a serene defecation.

9) Come mai dunque la scelta di abbinare testi così ameni a sonorità decisamente dark e new wave?
Mi piace il contrasto che nasce da sonorità tetre con testi surrealisti; il dark/gotico/postpunk internazionale che io amo è sempre abbastanza serioso (a parte forse qualche canzone dei Cure); io cerco di portare le cose verso un estremo surrealista grottesco.

10) In brani come Abusive Priest possiamo apprezzare le sonorità “dark-new wave” di basso, tastiera e chitarra: a questo proposito volevo chiederti se la tua musica nasca da un lavoro di gruppo oppure se dal punto compositivo ed esecutivo essa sia frutto delle tue sole capacità di polistrumentista? Faccio tutto io. Compongo suono separatamente ogni traccia, canto e registro la musica nel mio soggiorno sotto lo sguardo severo di un peluche gufo.
 
11) Come mai la scelta di un pinguino di peluche e di un gatto blu a pois bianchi sulla copertina di Gururama?
Amo molto i peluche sono inquietanti e ridicoli proprio come piace a me.

12) Hai già avuto modo di suonare live? O come ti stai muovendo per promuoverti? No, ancora non ho mai fatto live come solista. Sto facendo qualche data come componente del duo elettronico “The deux camillo perazzoli” dove però a dispetto del nome non suoniamo le canzoni che scrivo come solista.

13) Concludi a tuo piacimento la nostra chiacchierata! “La speranza la lascerei agli stronzi” Antonio Rezza

 

 

 

Ercole de Angelis: Seven Deaths

Martedì, 07 Maggio 2013 20:23 Pubblicato in Interviste

Diamo la parola a questo Autore, Ercole de Angelis, dedito ad una letteratura storica, poetica e realista.
 
1) Ciao e benvenuto sul nostro sito! Presentati ai nostri lettori!
Ciao a te e a tutti i tuoi lettori, voglio innanzitutto ringraziarti per il tempo che mi hai dedicato e  per l'opportunità  che mi dai di parlare dei miei libri. Cosa posso dire di me? Mi sono accostato tardi alla scrittura,  ma scrivere mi ha ridato l'entusiasmo logorato da una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Scrivere mi ha dato l'opportunità di raccontare delle storie che da sempre avevo dentro, di esprimere sentimenti ed emozioni che  da anni languivano dentro di me. Sono anche un cantautore dilettante e trovo numerose affinità tra lo scrivere e il cantare le proprie musiche e i propri testi, sono entrambe cose che coinvolgono profondamente l'anima. E, permettimi di aggiungerlo, i tempi attuali hanno uno struggente bisogno di anima, l'anima vera che risiede nel profondo di ognuno di noi e che si sta atrofizzando immersa nel  grigiore della nostra decadente società abituata a non stupirsi più di nulla. Comunque, di professione faccio il programmatore e vivo a Castro dei Volsci, un piccolo borgo medioevale non molto distante da Roma.

 2) Oltre a "Seven deaths, sette strane storie", hai scritto anche "Il sacro fuoco della regina", "Il segreto di Ambise" (entrambi romanzi storici, il primo ambientato nel 1200 a.C, che vede come protagonista la Regina Camilla, condottiera dei Volsci, il secondo ambientato nel 1165, nell'epoca dei Cavalieri Templari) "Mio padre, io e la morte", una raccolta di poesie, in dialetto Castrese. Vuoi farci un breve curriculum delle tue opere? L'ispirazione che ti ha portato a scriverli, il concept su cui vertono, e anche il bisogno di dedicarti alla poesia dialettale...
Cercherò di essere sintetico e breve, ma di certo non basterebbero un buon numero di pagine per spiegare in maniera esaustiva i perchè dei miei libri. Vivo in un borgo medievale ai confini tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie dove la storia si respira in ogni  vicolo. Ho sempre immaginato che, se le pietre del mio paese avessero potuto raccontare ciò che avevano visto,  avrebbero narrato storie di gente comune.  Personaggi coinvolti loro malgrado dalla storia, quella vera.  Persone che nel momento del bisogno si sarebbero mostrate nella loro vera essenza: nobili eroi ed eroine nell'animo, rimasti però sconosciuti, perchè la storia scritta dai vincitori non ha pietà e memoria per i vinti. Ecco, io ho voluto dare voce a queste pietre parlando, nei mie primi due romanzi, di eroi e di valori ormai oggi dimenticati, come amore, coraggio, onore, amicizia, sacrificio, rispetto della parola data. Nel libro di poesie ho voluto rendere omaggio a mio padre che era un gran poeta di altri tempi che non ha avuto il coraggio e il tempo di pubblicare le proprie poesie. Ho affiancato quindi le mie poetiche riflessioni sulla morte alle rime di mio padre, facendo, nel contempo, un'operazione, a mio giudizio altamente culturale. Mi spiego, il dialetto sta scomparendo da tutta l'Italia e con esso la storia e la culture locali, omologate nel calderone di un piattume linguistico generale. Ho quindi sperimentato l'abbinamento delle poesie in dialetto scritto, tutte di mio padre, con la messa on-line  su internet della versione letta, pronunciata in dialetto, essendo alcuni suoni mal rappresentati dai simboli dell'alfabeto italiano. Ho creduto con questo di lasciare una traccia indelebile del passato che rischia di perdersi per sempre con le nuove generazioni cresciute all'ombra della televisione. Per ultimo, ho scritto “Seven deaths” libro concepito come una sfida a me stesso. Nei suoi racconti ho cercato di mostrarmi scrittore maturo, cioè scrittore capace di narrare al di fuori del proprio vissuto, sia in termini linguistici  che di stile. Ecco, quindi, le ragioni che mi hanno spinto a pubblicare una raccolta di racconti, pittosto che un romanzo, scritti con un linguaggio che usualmente non  è mio. Ognuno di essi contiene un aspetto diverso della narrazione e una difficoltà  narrativa differente.

3) Ho cercato di recensire "Seven deaths, sette strane storie"; a mio parere i racconti più interessanti sono "Hoka-hey: oggi è un buon giorno per morire!" dove riporti un monologo di Cavallo Pazzo, ucciso con una baionetta il 5 settembre del 1877, "Rosabella", che vira sull'umorismo nero, e "Di tasse si muore", dove poni l'attenzione sulla vicenda, purtroppo "cronaca dei giorni nostri"  degli imprenditori, che, a causa della crisi, e di uno Stato parassita, presi dalla disperazione, si uccidono o compiono atti insani. Direi che hai analizzato tre "modi di morire": nel primo, una morte quasi eroica, a confine tra mito e leggenda, nel secondo una morte davvero insensata, quasi grottesca e da "Teatro dell'Assurdo", nel terzo caso, invece, una vicenda realista.
Come è ovvio che sia, ogni racconto ha i suoi perchè, ma hai colto l'essenza del libro  nascosta nel brano di Hoka hey che hai riportato, e ,in effetti, la pofezia di Cavallo Pazzo riassume il mio pensiero:
“Ma profetizzo: chi con la terra mercanteggia no, non andrà lontano. E a me, Cavallo Pazzo, capo dei Sioux non resta che una scelta: Hoka-hey, oggi è un buon giorno per morire!”
Ti assicuro, a volte mi sento fuori da questa società, come Cavallo Pazzo.

4) Qualche giorno fa una persona, disperata, ha tentato di fare una strage in Parlamento. Penso che questo sia l'ultimo dei moltissimi eventi che stanno insanguinando l'Italia, dove sono le persone comuni, o magari anche oneste!, a pagare le conseguenze della crisi economica, mentre i nostri "politici" si danno a festini e festicciole, dissipando spesso i soldi pubblici, in modo infame e vergognoso, senza muovere un dito per "cercare di uscire da questa crisi". Anche il Lazio è stato di recente al centro di polemiche al riguardo. Vuoi tentare di fare un collegamento tra questo evento -che porta davvero a riflettere sulla situazione italiana- e il tuo racconto "Di tasse si muore", visto che la tematica è sempre quella dello "Stato vampiro"?
Non c'è bisogno di fare alcuno sforzo per collegare i fatti. Essendo un imprenditore Io ho, purtroppo, immaginato uno scenario altamente probabile. Trovo estremamente irrazionale il suicidio, se io dovessi soccombere per colpe di altri, vorrei farlo combattendo, e ho immaginato che qualche persona colpita dai recenti disagi la pensasse come me. Lo stato cosidetto moderno senza un'etica  che trascenda e superi la legge scritta, senza quei valori individuali che ho prima citato, non può altro che diventare un mostro oppressore. Se, nel mio agire, io non pensassi a far coincidere il mio interesse con il bene comune, a lungo termine distruggerò il sistema e ovviamente me stesso, facendone parte. Questo, secondo me, è quello che sta accadendo oggi.
 
5) In "Hoka-hey: oggi è un buon giorno per morire!" scrivi: "Ho visto morire di stenti le nostre donne i vecchi e i bambini. Che triste questo giorno, seduto su di un carro, incatenato come una bestia. L’uomo bianco la chiama civiltà, ma non conosce onore. Inganno è il suo vero nome e una pietra gialla ha messo al posto del suo cuore. Ci ha ucciso mille volte spezzando il nostro orgoglio con la forza del cannone e con l’inganno del serpente. La locusta è madre della sua razza.". è emblematico che associ la nostra civiltà occidentale (che si è spesso macchiata di crimini, supportati spesso anche idealisticamente, purtroppo, da Pensatori e Filosofi!) alla locusta. Le locuste distruggono tutto ciò che toccano, in fondo. è così che vedi il progresso occidentale?
Purtroppo sì, te lo riassumo in poche parole: prendiamo il PIL, il prodotto interno lordo, per quanto potrà crescere? Potra crescere all'infinito? Un modello che inneggia alla crescita infinita suscitando desideri inutili pur di espandere e sostenere il mercato, consumando inutilmente risorse, non potrà andare molto lontano.

6) Visto che la tua raccolta di racconti aveva al centro la morte, vista come in una sorta di carosello macabro, nei suoi tanti aspetti, ho associato il tuo romanzo a una canzone che ha come tema proprio "la vita macabra", a confine con la morte. "This is the macabre life" degli Astrovamps. Che ne pensi?
Riguardo al testo che tu hai suggerito estrapolerei questi due versi, potrei anche riconoscermi un poco in essi...
We don't care much about pretty little things
A dark life lived well has nothing to do with hell
Ma riguardo alla musica, mbe, io vengo dalla generazione dei Deep Purple, degli Yes, dei Genesis, dei Pink Floid e, mi dispiace, non c'è paragone!

7) Hai qualche altro progetto? A cosa ti stai dedicando?
Ho parecchi progetti aperti, sono un disordinato di natura, e assecondo questo mio disordine anche nella scrittura. Ho in mente svariati progetti.  Uno molto ambizioso: una raccolta di racconti e novelle che vuole narrare questa Italia attuale, smarrita e decadente, dal pundo di vista della gente comune, con una serie di protagonisti anti-eroi. Di questo progetto ne facevano originariamente parte “giorni  qualunque”  e  “Di tasse si muore”, il titolo della collana sarà : “Racconti italiani del terzo millennio”. Ho ancora due racconti lunghi in cantiere per questa collana. Nel frattempo sto scrivendo una novella fantasy sul tema del solito ipotetico post-guerra nucleare, è un racconto  per adolescenti e lo vorrei dedicare a Jules Verne. Il suo libro, “L'isola misteriosa” ,mi ha sempre affascinato, e la sua lettura mi ha indirizzato verso gli studi tecnico-scientifici. Sto sperimentando anche la scrittura erotica, genere che trovo difficilissimo; non è semplice mantenere alta la carica erotica senza scadere nel banale o nel volgare. Ho in mente, ancora, di scrivere il seguito “del Segreto di Ambrise” (Spero che tu lo abbia letto).  Nel frattempo sarò costretto a lavorare dieci ore al giorno e oltre per campare me e famiglia lavorando al 50% con lo stato  da te definito, giustamente, vampiro.


Lunaria, ti ringrazio di nuovo per lo spazio e il tempo concessomi, spero di avere altre tue recensioni, sempre sincere, dettagliate e puntuali, sugli altri mie libri dei quali ti farò omaggio. Un caloroso saluto e un grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di seguirci fin qui.

Madness of the Night: Gothic dalla Svezia e dal Libano

Domenica, 05 Maggio 2013 11:39 Pubblicato in Interviste

Diamo la parola a questa band libano-svedese, che si sta facendo conoscere su YouTube! Propongono un Gothic atmosferico molto particolare ed eclettico, con un'aura drammatica.

1) Ciao Ragazzi e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori! Per prima cosa, grazie a tutti! Daniel: Noi siamo i Madness of the Night, una band svedese, che cerca di coniugare diversi stili, proponendo un rock oscuro: dal Gothic Rock, passando alla Darkwave, ma anche punk, industrial metal ecc. La band è formata da me, Daniel Dante e Abir Blackshadow e abbiamo iniziato nel 2011 il nostro progetto. Prima, avevamo un'altra band, gli Erotic Chant (2000 – 2002), e così ci piace vedere i Madeness of the Night come una rinascita degli Erotic Chant, ma sotto un'altra forma.  Abir: per me, i Madness of the Night sono un progetto che rappresenta totalmente le idee della mia mente; esprimo cose che non posso cambiare, in questa società, e così scrivo diverse lyrics che sono sempre personali. Per esempio "Oppression" parla dell'oppressione che le donne vivono ancora, a livello sociale. Musicalmente, mischiamo il Gothic Rock con suoni alternativi, Neo Folk, e la nostra prima canzone è stata "Theatre of Life".Abbiamo anche in mente di introdurre influenze prese dalla musica araba, per vedere cosa riusciamo a creare... sarebbe bello vedere se riusciamo ad essere la prima "Arabic Gothic rock band"... (Abir è originaria del Libano, trasferitasi poi in Svezia ... nota di Lunaria)

2) Qual'è il significato del vostro monicker?  Abir: Blackshadow è il nickname che mi avevano affibiato quando camminavo per le strade di Beirut...tutti mi guardavano, per via dei miei vestiti neri, con tanto di rossetto e occhiali da sole! Così, nel periodo dell'Università, tutti mi chiamavano "Blackshadow", ed ero l'unica "stravagante" a indossare questo abbigliamento...lì non è facile avere questo stile di vita, e spiegare il perchè lo facevo, o ascoltare la musica...sono stata presa per adoratrice del diavolo. Comunque, ho mantenuto il nickname, per un sentimento quasi di forza e rivalsa.   Daniel: Intendi il mio secondo nome, Dante? Questo è stato il mio nickname fin dall'infanzia, e tutti mi chiamano così.è stato mio fratello a darmelo. Comunque, anche il mio migliore amico si chiamava Daniel, e siccome capitava di confondersi quando ci chiamavano, tutti hanno iniziato a chiamarmi Dante.

3) Su Youtube è possibile sentire alcune vostre canzoni: "Oppression", "She is a Demon", e "Taste The Madness". Suonate un Gothic ammantato da un'aura drammatica e spettrale, ma spesso contaminato; per esempio, in "She is a Demon", certi passaggi rimandano a Sopor Aeternus!In "Taste The Madness" invece avete prediletto un uso più diffuso dell'elettronica. Potete parlarci della vostra musica? Abir: lascio la parola a Daniel, che si occupa del songwriting. Io definisco la nostra musica Gothic Rock/Darkwave. Daniel: quando compongo musica, sono ispirato dal mood del momento. Mi piace parecchio esplorare nuove idee, e pensare "senza scatole mentali", per cercare di essere il più vario possibile.Come hai notato anche tu, in queste tre song ci sono davvero varie influenze, perchè rappresentano tre momenti diversi della mia ispirazione. Sono molto ispirato da tutta l'old school del Gothic Rock come Sisters of Mercy, Mission e simili. Nello stesso momento, ho un background tecnico che va dagli anni '80 (Thrash / Doom / Black Metal) e del Gothic dei primi anni '90 (che suonavo con i Soulgrinder). Agli inizi del 2000 io e Abir abbiamo fondato gli Erotic Chant, più Electro-Dark Wave.Quello che posso dire, è che la vita è un viaggio, è così è anche la mia musica. è un riflesso di me stesso, di quello che sono e di quello che faccio.

4)Che argomenti trattate nei testi? Abir: è bello che hai fatto quel paragone con Sopor Aterenus! Penso che "Theatre of Life" è il testo più pessimista in assoluto, tra tutti quelli che ho scritto. La vedo come la prima canzone araba che parla della depressione, fino al suicidio.La depressione è il demone che cito nella canzone, anche se la musica è di Daniel, il testo è mio, e parla di una ragazza che non riesce più a essere felice. è come se nella sua testa ci fosse questo demone. Che poi, viene chiamato "disturbo bipolare", e può essere davvero predominante. Il testo di "Taste the Madness" è invece sulla forza d'animo e di carattere di una persona.Il guerriero, che è dentro ciascuno di noi. Alcune volte, nei miei testi, utilizzo un punto di vista femminile. In "Oppression" parlo dell'oppressione delle donne, che persiste tuttora a livello sociale.Ho scritto anche canzoni politiche, parlando della guerra in Siria.Il razzismo contro gli zingari.Parlo anche della situazione delle giovani in Libano, soprattutto nella canzone "State of Madness".

5) Avete già suonato live? Abir: abbiamo suonato in alcuni concerti, a supporto di una band.Però, non possiamo suonare come vorremmo, perchè siamo solo un duo.Vedremo in futuro come si metteranno le cose. Stiamo cercando nuovi membri, per la band!

6) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista! Daniel: grazie per questa intervista e a tutti i lettori. Vorrei dire che a breve uscirà il nostro album, Asgarda, che uscirà a fine settembre per la Massacre Records. Stiamo lavorando duramente al remaster del cd, remixando tutte le tracce, per dar loro una migliore qualità sonora.  Abir: Ci sarà molto materiale nuovo, che posteremo sulla nostra pagina Facebook e su quella di Twitter. Forse riusciremo a far uscire sia questo nuovo cd, con il primo cd, :) che stiamo appunto rimasterizzando.Sarà strano far uscire due cd nello stesso momento.Grazie per questa intervista, e grazie a tutti quelli che ci hanno letto!

 

Lyncelia: l'età della Disillusione

Mercoledì, 01 Maggio 2013 16:38 Pubblicato in Interviste

Torniamo a parlare con i Lyncelia, promettente band francese Gothic/Cold Wave guidata da Total(e) e Claudia. Sentiamo cosa ci raccontano sul nuovo cd, "Assigned for Disillusion"...

1) Ciao e ben tornati sul nostro sito! Come state? L'altra volta abbiamo parlato del vostro primo cd "Lovelorn", e ora siete tornati con "Assigned for Disillusion"!
Ciao Lunaria, siamo davvero contenti di essere di nuovo qui per parlarvi del nostro secondo cd. Abbiamo lavorato duramente, in questi due anni, per raggiungere il miglior risultato, impegnandoci al massimo.

2) Per prima cosa parlerei dell'artwork: sulla copertina, vediamo il viso di una Dark Lady bionda, dall'espressione triste e malinconica. I lunghi capelli biondi sono mossi dal vento. Sopra, vediamo il vostro logo. Aprendo l'artwork, vediamo la stessa donna, di spalle, sola, in mezzo a un deserto di pietre, su un cielo rosso. Che significato ha questo artwork (creato da Sandra http://s.a.n.d.r.a.free.fr )?
Il significato dell'artwork è strettamente connesso alla musica e alle lyrics, che sono tutte basate sulla Femminilità e sulla Disillusione. Quando conduci una vita piena di fallimenti, ti rendi conto di come alla fine resti solo la Disillusione. In questo momento, senti che la vita è solo illusione, e quando l'illusione scompare, sei come quella bellissima ragazza bionda, persa nel deserto, triste e solitaria.

3) Musicalmente, avete creato un sound deciso, alleggerito dall'uso dei synth. Nella recensione, ho parlato di un crossover tra Cure, Clan of Xymox e The Sisters of Mercy, per descrivere il vostro stile; canzoni come "Linxya", "Blondestar" sono basate sulla migliore eredità dei Cure. "Strain", piacerà senz'altro ai fans dei Clan of Xymox, e "Promised To Failure" o "Unveiled Illusion" sono "marchiati" dalla mano dei Sisters of Mercy! "Phenixia" è la canzone più pesante e oscura, dell'intero cd, e una delle canzoni che preferisco, e penso che rispetto alle band citate voi siate molto più "cold", e più ipnotiche, sotto l'eredità del movimento Cold Wave...
Grazie per questi pareri, amiamo moltissimo quelle bands! Il movimento 80's Cold Wave in Francia è stato fantastico e intensissimo. La nostra band è qualcosa che va a porsi "in mezzo" a questa eredità, delle band che hai citato, ma ci viene davvero naturale, senza star lì troppo a pensarci, per creare qualcosa che sia personale, e pensiamo di essere anche "riconoscibili". Per "Lovelorn" ho cercato di mettere ciò che amavo sentire, provando varie cose e lavorandoci.Ma per questo nuovo album, ho voluto un sound più d'impatto, perchè avevo già in mente queste canzoni, e ho impiegato ore e ore nel song writing, provando e accordando la batteria e la chitarra, per far sì che suonassero esattamente come avevo già in mente.
 
4) Ho letto anche i testi. Parli sempre di un concept basato su figure femminili strane, quasi fossero delle dive o delle femmes fatale, su un'idea di seduzione femminile -quasi crudele!-; per esempio canti: "So red lips/your blonde hair" in "Distained Perfection"; in "Blondestar": "I feel her so close to me/ my hand could touch her body/nothing, the light's out/ an idea of despair fills my heart/ Will I see her again?.....The Blondestar has gone." facendo apparire questa misteriosa ragazza bionda come una sorta di fata o Dea! In "Linxya" canti: "Let me drown in the waves/I must die for loving you": sembra una sorta di love story funestata dall'impossibilità, dal destino avverso...Altri temi che tratti sono il desiderio, la tristezza, la solitudine, lo spleen; in "Assigned, for disillusion" scrivi: "I let my youth, my vitality/I lose my values...Every night I wish to die/and never wake again". Nella note introduttive, scrivi  "Dalla malinconia di "Loverlorn", siamo arrivati alla disperazione e alla disillusione, come indica il titolo "Assigned, for Disillusion": il sentimento di perdita totale, quando non possiamo più programmare niente, nessun ipotetico futuro." Così, resta solo la musica, come cura esistenziale al malessere?
Per me, la musica è l'unica soluzione per cauterizzare questi sentimenti interiori. Gli ultimi due anni, sono stati i peggiori della mia vita. Sono passato attraverso fallimenti, Disillusioni e disperazione, e gli eventi che ho passato in questi anni hanno portato alla creazione di  “Assigned, for Disillusion” un album che vede appunto questi temi, la tristezza, la solitudine, lo spleen, come concept principale. Come hai notato, il tema della Femminilità è il cuore di tutto il concept: sì, ci sono figure femminili malinconiche, amori drammatici, come la storia di Orfeo, che non fa altro che decantare la sua dolce amata. “Blondestar” è un esempio di questo amore drammatico: scorgere una figura in lontananza, con le sembianze di una donna, e quando ti avvicini troppo alla sua luce, lei scompare, improvvisamente.  Era reale o era solo un'illusione? La vedrò di nuovo? Sono affascinato dalla Femminilità, perchè rappresenta la vera bellezza, non c'è niente di più bello di una donna. E questa bellezza può essere raffigurata: così seducente e distruttiva come nella poesia di Charles Baudelaire, “Les Fleurs du Mal”.

5) E ora? Quali sono i vostri prossimi progetti o obiettivi? Forse... un video? Ho letto che la modella dell'artwork è Rebecca Röske (http://liam-stock.deviantart.com) ...
Ci piacerebbe realizzare qualche video, ma per il momento non ne abbiamo la possibilità, ma ci stiamo davvero pensando. La modella per l'immagine interna dell'artwork è Rebecca Röske, ed è davvero una modella fantastica. Sandra (che ha realizzato tutto il lavoro di artwork) voleva lavorare con una foto di Rebecca, così le abbiamo chiesto il permesso, e lei ci ha dato la sua autorizzazione.

6) Avete già qualche programmazione, per una serie di live, per supportare il nuovo album?
Sì, abbiamo in programma alcuni concerti, ma ancora niente di confermato. è difficile poter suonare dal vivo, in Francia, in questo momento, per questo genere di musica.

7) Ok, finisci a tuo piacimento la nostra intervista e grazie per averla realizzata!
Grazie moltissimo per tutto, è stato un piacere rispondere a tutte le domande. Speriamo che il nostro nuovo cd vi piaccia, come a noi è piaciuto realizzarlo.
Keep on supporting music!

LisaWars: Strange Gothpunk from Germany

Martedì, 30 Aprile 2013 17:09 Pubblicato in Interviste

Ok, diamo la parola a questo duo tedesco, autore di "Nichts", un cd difficile da catalogare, tra il Post Punk e il Death Rock! Loro si definiscono "Strange Gothpunk from Germany": http://lisawars.get-ctrl.com/#/

1)Ciao ragazzi e benvenuti in Italia! Presentatevi ai nostri utenti! Ciao, siamo i LisaWars, dalla Germania. Abbiamo fondato la band nel 2002, per suonare New Wave in un modo sperimentale. Non abbiamo mai voluto essere una band mainstrem. Ci interessa solo divertirci facendo ciò che facciamo. è difficile descrivere la musica che suoniamo...siamo più vicini a cose della prima NDW tedesca, un movimento underground tedesco di alcuni anni fa, con un mood più oscuro. Siamo felici di vedere che anche persone al di fuori della Germania si interessano a noi, e scoprono la nostra musica!

2)LisaWars: che cosa significa il vostro monicker? Il nostro monicker è un gioco di parole."LisaWars" non è legato a "War on Wars"... è più qualcosa legato a "Lisa was it".C'è una storia dietro questo monicker, ma è troppo lunga da spiegare in questa intervista. Ma era una storia divertente legata ad una ragazza, e a degli alberi che bruciavano (ehm, non è molto chiaro... nota di Lunaria)

3)Potete parlarci del vostro cd, "Nichts"? "Nichts" è una raccolta di canzoni pessimiste, che però amiamo proporre, quasi fossero delle canzoni sulle quali ballare. Sono una sorta di pessimismo positivo. Sai, quando ogni cosa va male, forse si può solo stamparsi un sorriso in viso e ballare. Qualcosa come la felicità nella tristezza. Comunque non ci prendiamo troppo sul serio.

4)Non conosco il tedesco... vorrei chiedervi di parlarci un po' delle lyrics. Ok, parliamone un po'! "Der Anfang" e "Vom Ende" sono canzoni strumentali, senza nessun testo. "Nichts" è più difficile da spiegare...questa canzone parla soprattutto di senso di vuoto e angoscia. Il punto di vista di questa canzone è: "everything is nothing and nothing is everything". "Die Angst in deinen Augen" è una canzone che parla di una via di fuga dalla vita che viviamo giorno dopo giorno. Una sorta di fuga totale..."Wo warst du", invece, è più romantica. è una storia basata su qualcuno che sta annegando in un mare profondo. Questa persona chiede aiuto, invoca l'unica donna che lo ami. Ma ovviamente, non c'è "l'happy end"."Biotonne" è una canzone molto divertente, una sorta di storia trash, su della spazzatura che prende vita, come un mostro, andando a cercare le persone direttamente nelle loro case (fa molto Troma Movie... nota di Lunaria). "Bittersüße Träume" invece, parla delle emozioni che si provano quando una relazione che dura da parecchi anni, finisce. Questa canzone parla di tutte le cose negative che si rinfacciano all'altra persona."Geistik Nackt", è una storia su una ragazza stupida, interessata solo ai soldi, alla moda... senza nessun interesse per la vita reale. Una "bad song" per "bad girls".

5)Avete già suonato in Germania? E in altri Stati? Certamente, abbiamo suonato in Germania, a Berlino, Chemnitz e Lipsia.Speriamo di suonarci nuovamente!

6)Prossimi progetti? Scrivere un nuovo album. Per il momento abbiamo già composto cinque canzoni per un demo, ma niente di più. Speriamo di poter far uscire qualcosa per questo Autunno!

7)Ok, concludete a vostro piacimento la nostra intervista! Vogliamo ringraziarvi per lo spazio che ci avete offerto per "Nichts", e per questa intervista. Sappiamo che è difficile comprendere ciò che cantiamo, dal momento che scriviamo solo in tedesco, ma grazie di averci dato l'opportunità di esprimerci.

 

 

 

 

La Maledizione di Ondine: tra Inconscio e Parapsicologia

Domenica, 28 Aprile 2013 14:26 Pubblicato in Interviste

Diamo la parola a questa giovane Scrittrice, e al suo romanzo, "La Maledizione di Ondine", che definirei un "Fantasy Parapsicologico"... vediamo cosa ci racconta Valentina!


1) Ciao Valentina! Benvenuta! Presentati ai nostri lettori!
Ciao a tutti! Sono una scribacchina e adoro raccontare storie fin da quando sono piccola.

2) Hai scritto "La Maledizione di Ondine". In fase di recensione, ho riassunto la trama, e ho riportato qualche stralcio, per dare un'idea del romanzo, nello stile e nelle tematiche trattate. Ma vuoi essere tu stessa a recensire il tuo libro, magari soffermandoti su aspetti che a tuo parere andrebbero evidenziati maggiormente?
Vorrei solo aggiungere che la storia di Virginia è ispirata a quella della mia bisnonna. Rimase incinta, prima del matrimonio, del suo grande amore, ma fu poi costretta a sposare un'altro uomo. A quasi novant'anni continuava a sospirare pensando a lui! Tenne con sé mia nonna nonostante i pregiudizi della società.


3) A mio parere, sei stata abile ad innestare alla vicenda principale (la storia di Ondine) anche un contesto di micro-storie. Mi riferisco ai tuoi riferimenti (che hai preso da eventi scientifici e/o misteriosi realmente accaduti), che dissemini via via, nello svolgimento della vicenda: dal ronzio del fantasma sonoro Taos Hum dell' omonima città del New Mexico, ai bambini indaco, alla frequenza armonica dell'Universo (che purtroppo hai accennato solo in poche righe verso la fine del romanzo!) alla cospirazione dell'invasione aliena...quello che si nota, è un grande lavoro di ricerca e raccolta dei dati e di rielaborazione personale al fine della storia che hai raccontato. Un altro punto di forza è il fatto che hai cercato di dare spiegazioni psicanalitiche/parapsicologiche degli eventi. Ci sono alcuni passaggi dove Ondine viene ferita "nel corpo astrale", per poi risvegliarsi, ferita, nel corpo fisico. Avevo letto (e tu stessa ne parli, in poche righe) che in effetti, in stato di ipnosi, è possibile "influenzare" l'inconscio in modo che nel corpo compaiano per davvero ustioni o ferite...
Ti ringrazio. Hai centrato proprio l'obiettivo della trilogia! Il seguito avrà come protagonista una Dogmatica, però un po' particolare: sarà una discendente dei nativi di Taos Pueblo (quindi vedremo anche la riserva e i loro riti); avrà una visione religiosa che mischia il misticismo dei nativi americani alla religione cattolica. Infine l'ultimo libro sarà incentrato su una Gnostica e avremo un approfondimento anche su come funziona la percezione delle vibrazioni dell'universo!
La documentazione per me è fondamentale per rendere la storia più verosimile possibile; ci sono degli studi che mostrano come la mente (sotto ipnosi) possa provocare delle lesioni fisiche.

4) Nei dialoghi tra Ondine (atea, addirittura!) e Padre Benjamin, è interessante (anche se compare saltuariamente) la "diatriba Parapsicologia Vs Religione Dogmatica". Penso che se la sviluppassi ulteriormente, magari citando più dati o fonti, o perchè no, anche la tua personale visione, potresti anche "ammantare" il tuo romanzo di una patina quasi filosofica!
Sì l'intento è proprio quello. Nel primo è appena accennato, ma con le diverse visioni delle tre protagoniste della trilogia vorrei proprio arrivare a mostrare come un approccio filosofico può essere la sintesi del pensiero religioso e scientifico.


5) Vorrei chiederti se per caso sei appassionata di psicanalisi e/o parapsicologia: più e più volte le introduci (insieme alla chimica e alla teoria della cospirazione Stati/Alieni). Tra l'altro, è proprio un punto di forza e distinzione del romanzo, rispetto ad altre storie, sempre basate sugli spiriti, ma che virano o sull'Horror o sul discorso religioso...insomma, che argomenti ami leggere? Vuoi consigliare qualche libro o sito ai nostri lettori?
Non può mancare l'Interpretazione dei sogni di S. Freud in ogni casa! E poi anche Il Libro Rosso del suo allievo, Jung, Proprio quest'ultimo riteneva di avere delle premonizioni "collegandosi" all'Inconscio Collettivo; si dice che avesse persino avuto delle visioni sulla Seconda Guerra Mondiale.


6) Per curiosità, perchè hai tralasciato quasi del tutto elementi prettamente Horror? In genere, sono proprio collegati alle storie di fantasmi... anche se tu parli di Inconsci, e non di anime/spettri.
Perché la protagonista è "abituata" a vedere i fantasmi fin da quando è piccola. L'unico punto in cui forse ho calcato la mano con qualche venatura horror è la parte degli esorcismi, anche se Ondine cerca di dare una spiegazione razionale anche a quello.


7) Vuoi parlarci anche della copertina? è davvero molto bella!
L'illustratrice è fantastica davvero! E' un'artista bulgara e i suoi lavori sono veramente molti evocativi. Infatti le copertine dei seguiti saranno sempre le sue! http://vanesagarkova.alle.bg/

8) Ho associato al tuo romanzo una canzone: "In Signo Mortis" dei Dargaard. Che ne pensi? E tu che colonna sonora assoceresti alla tua vicenda?
Non la conoscevo e ti ringrazio per avermela passata! Come colonna sonora mi immaginavo Last of the Wilds dei Nightwish!

9) Pensi di dare un seguito alla vicenda di Ondine? Il finale sembrerebbe suggerirlo... se sì, vuoi anticiparci qualcosa? Può essere interessante riprendere quel discorso degli Alieni o della frequenza armonica dell'Universo, che riporto qui: «In pochi sanno che l’universo ha una frequenza armonica di 432 Hertz. Un Do accordato a 432 Hertz è in armonia con il Tutto esistente. E 432 è un multiplo di otto: il battito del nostro pianeta o Risonanza Fondamentale e il DNA stesso, vibrano a 8 Hertz. Accade dunque che ogni organismo vivente è accordato coerentemente con il DNA di tutte le cellule e all’universo stesso.» Vuoi spiegarlo più a fondo?
Sì, come dicevo prima ci sarà un seguito (anzi due visto che è una trilogia) e la questione della vibrazione dell'universo sarà ripresa soprattutto nel 3° libro. Mentre per quanto riquadra gli alieni e i complotti mondiali rimarranno più in sottofondo, come teorie degli Scettici.


10) Se te la senti di parlarne... tu che visione hai della Morte? Come ti rapporti ad essa? Hai avuto una grande sensibilità, in certi stralci del romanzo, nell'introdurla, specialmente in riferimento ai rapporti famigliari.
Della Morte ne ho paura, forse come tutti. Da un lato ho la speranza che sia solo l'inizio di qualcos'altro in cui i nostri ricordi e le nostre coscienze non si dissolveranno, dall'altra la quasi-certezza che ci aspetti il Nulla.

11) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!
Vorrei ringraziare alcuni autori indipendenti che mi hanno aiutato in questa avventura: Lorena Laurenti, Luca Rossi e Riccardo "Tares" Pietrani.

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