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Silver Rocket

Album

Old Fashioned (2012)

8 out of 58 out of 58 out of 58 out of 58 out of 5 / 0 out of 50 out of 50 out of 50 out of 50 out of 5 0 RATINGS Italia
Old Fashioned

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Data

Released Gennaio 2012
Format Album
Type CD
Genre Out Of Dark
Number of discs 1
Edition date Gennaio 2012
Country Italia
Label afmusic

Review

Nuova uscita dal foltissimo sottobosco dell’underground tutto italiano. Questa volta parliamo dei Silver Rocket , terzetto ferrarese che con questo Old Fashioned  giunge  alla loro prima opera compiuta., Come afferma lo stesso titolo , le tracce contenute in questo microcosmo musicale sono pure iniezioni di musica antica che non teme il plagio , anzi trae la sua linfa vitale proprio da quelle reminescenze stilistiche e tematiche molto prossime a quelle di un post-rock contaminato da torsioni spettrali che strizzano l’occhio allo shoegaze ed accarezzano l’oscura anima del post-punk , chiaramente di matrice britannica.

La loro musica è un orda di suoni scomposti e campionamenti opacizzanti che tendono a sovrapporsi in una trama assai spessa e pastosa. Drum machine nevrotici e profondi bassi più di tutti definiscono il sound dei Silver Rocket , nel quale si ritrovano echi vicini a quelli dei primi Primal Scream e dei più wave Interpol.

Pur non raggiungendo esiti di particolare originalità, il terzetto non difetta affatto nel costruire attraverso una peculiare intelligenza melodica pezzi che risultano interessanti . Grazie ad una serie di bozzetti post-rock di buona fattura e ritmi più incalzanti , taglienti e vibranti ,  i nostri riescono a trovare la quadratura del cerchio grazie ad una marcata ed insana passione per sound sincopati , claustrofobici che accentuano il fascino sinistro del platter.

La grande mole di sonorità , spesso diverse tra loro , rischia di inchiodare al suolo l’estro creativo dei Silver Rocket.  La loro bravura sta sicuramente nell’assemblare molto bene i svariati pattern musicali contenuti nel disco senza mai rischiare di  perdere la bussola,  anzi il loro magnete musicale riesce a puntare costantemente verso le regioni più brumose e cupe dell’Inghilterra ottantina .

Il basso intontito e catartico che apre The gateway accentua e condensa le nebulose di torpore dell’anima di questo Old fashioned che si muove , è bene ribadirlo ,  attraverso i scenari più selvaggi del rock. Non è un caso quindi ritrovarsi di fronte un punk più melodico da garage di Saturate , ai sinistri misticismi waver di Indifferent alle più quiete sonorità da ballad di Walk Out the Door , alle acide escandescenze di Failure and Disaster  fino a giungere alle ipnotiche e sornione atmosfere di Static  dal sapore siderale;  condita da riff asettici vicini a quelli dei Joy Division.

Un lavoro complesso suonato con maestria . Un mix di raziocini ed equilibri instabili che trova il suo centro nevralgico nella contrapposizione tra melodie variopinte e stordenti ed un microcosmo controllato da dissonanze e cacofonie quasi sempre costruite secondo strutture incrementali.

Buona la prima per i Silver Rocket che senza troppe pretese ci regalano un viaggio in una dimensione musicale mai del tutto svanita nel corso degli anni.

Angel

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