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Inkubus Sukkubus

Album

The Dark Goddess (2011)

6 out of 56 out of 56 out of 56 out of 56 out of 5 / 0 out of 50 out of 50 out of 50 out of 50 out of 5 0 RATINGS Da Evitare
The Dark Goddess

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Data

Released 2011
Format Album
Type CD
Genre Gothic Rock
Edition date 2011

Review

Gli Inkubus Sukkubus non hanno mai avuto un successo planetario eppure sono in giro da moltissimo tempo  fin dai primissimi anni '90 e sono detentori di una manciata di buone canzoni.


 La prima traccia del disco ,  the dark goddess  (ehm, i nostri non brillano per originalità a livello di testi..) chitarra e batteria risultano subito  potenti  creando una buona miscela melodica. ...ma la successiva Lose yourself non riesce a convincere e dimostra sin da subito i limiti della band. Innanzitutto le vocals risultano troppo basse e fin troppo  nasali, steccando un po’ nelle tonalità alte (ma questo è un problema che la band si porta dietro fin dagli esordi, una voce femminile non eccelsa...e la concorrenza sterminata in fatto di female fronted band!) anche se nel break centrale c'è un bel riff e una parte atmosferica con un organo che sfuma in effetti electro e risate maliziose. Nonostante gli sforzi i tentativi risultano comunque vani e la  canzone lascia  molto a desiderare .


Ferryman evidenzia l’ottima chitarra...ma mette altrettanto in risalto l’effetto nasale della voce ,che qui risulta  davvero esagerato .  Va un po' meglio con  Night angel , adrenalitica, (sullo stile della loro  Song to Pan  per rendervi un'idea)...anche qui però affossata dalle vocals non entusiasmanti (ehm, la voce della singer migliora quando è effettata come accade in Bacchanalia o in  Lunacy,...quindi forse la si potrebbe effettare più spesso...?)

One of the dead possiede un bella introduzione dai toni classicheggianti mentre in Requiem    la singer si limita a delle spoken words, che le riescono assai meglio che con il cantato in sè...anche se si "ostina" ripetutamente a steccare negli acuti . Anche  Bacchanalia  parte con un intro di archi ed una melodia marcatamente  Gothic Metal   ricordando le sonorità degli Shamrain o degli  Entwine, più che quelle legate ai  Lacrimas Profundere.



Kissed by Eros , Lunacy,  e  Karnayna (pezzo migliore dell'album) mettono leggermente da parte  parte le sonorità gothic a favore di intro acustici e pezzi che rimandano ad antiche ballate medioevali  . Potremmo azzardare un lieve paragone con i Blackmore's Night ,  anche se il paragone risluta molto alla lontana.. Sono comunque presenti riff Gothic  anche se l’attore principale di questa parte del disco diviene il folk.


Sicuramente  un cd che non  fa progredire gli Inkubus Succubus anzi  le canzoni presenti in questo full leght mettono in pieno risalto tutti i loro difetti  legati principalmente alle poco professionali vocals femminili , spesso stonate e spesso scollate dalla buna miscela musicale prodotta dalla band.

La vera valutazione del disco si aggirerebbe intorno ad un un 5. per la  poca capacità di coinvolgere, per le ripetute stecche e per la marcata stanchezza e staticità compositiva. Un album che, sinceramente, mi ha deluso. Mi sento comunque di alzare leggermente il voto arrivando ad un  6 davvero risicato  , poiché certamente il periodo non brilla di uscite che lascino il segno ed è davvero facile trovare un disco peggiore di questo (...).

Se volete un consiglio date  un ascolto preventivo o comunque non aspettatevi un  miracolo. poichè il materiale degno di nota si riduce in qualche lampo compositivo  . Sarebbe bastato modulare le vocals in un recitato, magari enfatico, o sexy-tormentato se proprio non si vuole cambiare la singer...


Lunaria


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