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Cold Cave

Album

Cherish The Light Years (2011)

8 out of 58 out of 58 out of 58 out of 58 out of 5 / 0 out of 50 out of 50 out of 50 out of 50 out of 5 0 RATINGS Album of the week
Cherish The Light Years

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Data

Released Maggio 2011
Format Album
Type CD
Genre Synth Pop
Number of discs 2
Edition date Maggio 2011
Country Stati Uniti
Label matador

Review

Si potrebbe parlare di folgorazione , si potrebbe parlare di un bagliore improvviso di follia o di genialità a voi l’ardua scelta , fatto sta che Cherish the light years, nuovo album degli americani Cold Cave, cambia totalmente le carte in gioco e cambia radicalmente l’anima musicale del gruppo. Se Love Comes Close, uscito nel 2009 era sicuramente un ottimo disco dalle sonorità imperniate totalmente nel cosmo della minimal electro , Cherish the light years si discosta totalmente da quanto espresso in passato abbracciando un sound più movimentato vicino a quello della pop-rock music.

Parlare di un naturale processo di evoluzione non sarebbe giusto e sembrerebbe alquanto riduttivo perché ascoltandolo attentamente si percepisce subito la sensazione che le cose funzionino a meraviglia grazie alla presenza di un sound compatto che non lascia spazi alla noia ed al nauseante già sentito. Quel che emerge dal sound impolverato marcatamente pop di questo cd sono gli intenti . La band sa perfettamente dove arrivare , ferendo l’ascoltatore attraverso energiche schitarrate arrivando dritti al cuore attraverso impalcature synth-wave davvero ben eseguite.

Si inizia così con The Great Pan Is Dead , singolo di lancio del platter, farcita da graffianti chitarre ed arricchita da un magico tappeto di synth che calza a meraviglia con le profonde e malinconiche liriche. Pacing Around The Church , seconda traccia del platter , assume caratteri trasognanti vicini alla synth-wave mentre Confetti squarcia di netto l’ancestrale atmosfera appena creata grazie ad un intro di basso lancinante e devastante condotto alla sua fine da vaporose tastiere. Underworld Usa dai toni marziali spenge la luce mentre Alchemy Around You la riaccende con forza grazie ad un sound che ci riporta ai primi Depeche Mode ed ai New Order. L’ultima traccia risulta essere una vera e propria heat da dare in pasto ai dancefloor di ogni dove. La degna conclusione viene affidata all'agrodolce Villains Of The Moon dove algide atmosfere malinconiche si intrecciano a quelle più dolci.

Sicuramente uno dei migliori lavori di questo primo semestre . Un disco da ascoltare e semplicemente da vivere . Un applauso sincero va ai Cold Cave che azzardando un radicale cambiamento hanno dimostrato di essere una delle band più interessanti di questo periodo.

Angel

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