Login    Registrati

Login to your account

     
     
     
     
OR
Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami
  • Pagina:
  • 1

ARGOMENTO: La Filosofia Cinese

La Filosofia Cinese 1 Anno 2 Settimane fa #26273

  • lunaria
  • ( Utente )
  • Avatar di lunaria
  • OFFLINE
  • Redazione
  • Messaggi: 1059
  • Ringraziamenti ricevuti 67
  • Karma: 2
Uno "schemino" che può introdurre alla lettura della Filosofia Cinese...! :P

Analizziamo qualche concetto che può essere interpretato in molti modi, a seconda del nostro vissuto personale di ciascuno di noi.

Fondamentale nel Pensiero Cinese è il concetto di "Wu Wei", "Il non-agire", non nel senso dell'inazione, o nel senso nichilista tipico di una certa concezione occidentale, (o in riferimento alla "mortificazione" e "rinuncia/espiazione per i nostri peccati" tipica di un certo Cristianesimo "cupo e apocalittico") ma "staccarsi dal Logos per affidarsi alla corrente e alla modalità del Dao (o Tao), alla forza della vita, senza forzare con l'intelletto le potenzialità mutevoli dell'esistente";

in poche parole, seguire ciò che siamo, nelle nostre tendenze, potenzialità e limiti, senza "nuotare controccorente" desiderando ciò che è impossibile o poco probabile o tentando di essere ciò che non siamo.

Lo stile cinese si traduce come Equilibrio di Ritmo.
Nella lingua cinese, la parola ha una potente forza agente; l'efficacia della parola è al centro del pensiero cinese, così come la calligrafia, l'arte di saper eseguire, di saper trascrivere correttamente gli Ideogrammi ( ma pensiamo anche all'importanza dell'alfabeto, dei segni, in lingue come l'ebraico e l'arabo, dove a ciascun segno corrisponde un valore esoterico ben preciso e immutabile, tramandato nei secoli, agli iniziati).
Per esempio, nella lingua cinese, "Ming" (nome) è affine foneticamente a "Ming" (decreto/destino).
La differenza di tono vocale con cui però viene pronunciato differenziano le due parole.

Quanto all'agire, la prospettiva cinese è guidata dalla certezza che apprendere/meditare, per ottenere la conoscenza, sia un processo spontaneo, e che l'inclinazione del nostro essere volgerà verso il corso naturale, spontaneo.

Non è possibile trattare con estensione tutte le Scuole Cinesi e i Pensatori, ma possiamo riferirci brevemente a quelli più famosi: Laozi, Mozi e Confucio ( Konh Qiu "L'Eccellente tra I Maestri").

Il suffisso "zi", grammaticalmente, identifica I Maestri, I Sapienti, che avevano il compito di guidare gli allievi.

L'apprendimento del Tao ( termine un pò intraducibile, che può essere reso come "Via" o "Sentiero") avveniva nella contemplazione della natura: ruscelli, monti, boschi, la vita degli animali, persino delle rocce o del vento, o la cottura del riso, un artigiano che scolpiva il legno fino ad ottenerne una ciotola...tutto era testimonianza del Tao, la Pienezza, il Senso Ultimo.

Nella tradizione filosofica occidentale, da sempre, si è avuta la contrapposizione di opposti:
un Bene (da seguire) un Male (da combattere)
Maschio-Femmina
Caldo-Freddo
e così via;

Con Hegel si ebbe un tentativo di "unione degli opposti" nella celebre Tesi-Antitesi-Sintesi, ma in realtà, anche oggigiorno, si è portati a suddividere tutto in categorie rigide e statiche.

Nel Pensiero Cinese, A e B hanno bisogno l'uno dell'altro, per manifestarsi:
abbiamo piena coscienza di cosa sia la luce solo perchè esistono le tenebre,
sappiamo ciò che è Bene solo perchè sperimentiamo la realtà concreta del Male,
e così via.
Queste "coppie" di elementi sono necessarie, e i contrari trovano riconciliazione nella differenza. Il Tutto, in divenire perpetuo e armonico.


Riguardo a Confucio, l'azione morale per eccellenza è dettata dall'inclinazione naturale che viene perfezionata dallo studio: per esempio, senza lo studio, l'audacia diventerebbe insubordinazione, l'onestà diventerebbe inganno.
L'Uomo ha in sè la sua misura, il suo metro: fare agli altri ciò che si vorrebbe fatto a se stessi, ma non occupandosi del risultato, o da "cosa ci guadagno".
L'azione corretta, l'azione pura, è indipendente dal suo risultato. Appunto, è un "dover agire per niente" o "fare per niente".

Perseguire un progressivo miglioramento di se stessi, nella moderazione delle passioni, nell'agire.

Avverso a Confucio, troviamo Mozi, che sosteneva che l'azione dovesse essere utile.


Non agire quindi, in modo forsennato (tipico di noi occidentali, basta vedere "la fame di consumo" e la brama di possesso di beni futili...) ma agire aspettando il momento propizio al dispiego di forza, "sentendo dentro di sè" l'istinto, il Tao.

Di fronte alle emozioni, per quanto forti, tumultuose, l'essere umano deve essere come lo specchio: riflettere, ma non trattenere, così come lo specchio riflette tutto, ma nulla trattiene.
Valutare tutte le cose, ma senza subire l'influenza di un concetto rispetto all'altro; essere malleabili, fluidi, come lo è l'acqua (e curiosamente, secondo il Tao, è proprio la natura femminile, rispetto a quella maschile, "rocciosa" e "ferma" ad essere superiore).

In Laozi, nel "Libro della vita e della virtù" si legge:

"Il Tao è come l'acqua che sgorga.
La sua azione è inesauribile.
....
Egli smussa ciò che è affilato
districa ciò che è intricato
modera il suo splendore"

l'acqua pur essendo fluida, leggera, ha il potere di devastare tutto, di penetrare in qualsiasi frattura, anche la più piccola, disgregando la dura roccia che pare eterna ed invincibile.

e ancora:

"Se si vuole chiudere
bisogna prima aprire.
Se si vuole indebolire
bisogna prima rafforzare.
Se si vuole abbattere
bisogna prima innalzare.
Se si vuole ricevere
bisogna prima dare.
Questo è un concetto sottile.
La flessibilità vince la durezza
e la debolezza vince la forza."

"L'uomo quando nasce è tenero e debole
quando muore è duro e rigido.
Le piante quando nascono sono tenere e delicate
quando muoiono sono aride e secche.
Per questo il duro e il rigido
sono compagni della morte
mentre il tenero e il debole
sono compagni della vita.
Un'arma troppo dura
si spezza
un albero troppo rigido si schianta.
Ciò che è duro e rigido inaridisce
ciò che è tenero e debole fiorisce"


il "non essere utile" rende "invincibili". Un esempio è dato da una storiella: il legno di una quercia, non essendo adatto a niente, e di poco pregio rispetto ad altri legni, non viene falciato da nessun artigiano;
il "non essere utile" della quercia, la rende "invincibile" e la fa prosperare nei secoli: se fosse stata utile a qualcosa, sarebbe stata falciata molto tempo prima.

Il Tao è inesprimibile. Non ha nè forma nè suono.
Non è un dio, non è un luogo.
Il Tao ritiene che niente sia statico, immutabile, tutto è relativo, e qualsiasi scelta/agire dipende dalle circostanze, non da idee o convinzioni a priori.
A livello di ideogramma, il Tao è una persona (vi è la stilizzazione di una faccia) che corre lungo un sentiero (tre linee diagonali e una stilizzazione di una gamba).

Il sentiero stesso è infinito e sconfinato. Non c'è un Tao preciso e da scoprire o da conoscere a tutti i costi o valido per tutti.

L'illuminazione è personale e non legata a figure intermediarie (mentre nella concezione spirituale occidentale abbiamo la suddivisione tra "gregge e pastore", rigide gerarchie ecclesiastiche che sanciscono ciò che è lecito o no e ciò che si debba fare, pena "il cadere in eresia" e quindi, nell'esclusione).
Nessun Maestro Tao esercita obblighi o "si permetterebbe" di intralciare il percorso meditativo-personale dell'allievo.

è interessante notare che nel Tao mancano anche concetti come "peccato originale","stato di caduta", "dannazione","colpa da espiare tramite sacrificio-dolore".

Per questo, spesso nell'antichità, I Maestri/Seguaci Tao entravano in conflitto con la politica, il governo, per il loro "tutto è relativo" o ancora, contro "I Maestri di Penitenza" per cui tutto era "colpa" e andava espiato tramite mortificazioni corporali durissime.

Esiste anche un altro concetto, detto "Il Giusto Mezzo", che vuol dire procedere, seguire le trasformazioni, assecondare i mutamenti.
La Via è potenzialità, mutamento, divenire, capacità di adeguarsi al Flusso Cosmico in perenne trasformazione e armonizzazione.
è "la smania di agire, di ottenere" la vera piaga della natura umana.

La Filosofia Occidentale ha cercato l'essere in domande fisse come "cosa è l'essere? cosa non lo è?" o "chi sono?"
per la Filosofia Cinese la domanda da porsi è "dov'è la Via?" "come agire o non agire?"
così come il Vuoto, da noi collegato al Male, privazione di Dio, morte,
per la Filosofia Cinese è invece il punto di partenza, la potenzialità, l'energia.

Sarà Derrida a portare all'attenzione della Filosofia Occidentale molti insegnamenti cinesi, anche se in realtà molti concetti legati al divenire, al noumeno/fenomeno, all'apparire, "da noi" analizzati o ripresi a partire dal 1600-1700, più o meno, erano già presenti nella Filosofia Cinese già parecchi secoli prima; per esempio, troviamo l'idea del percepire già in Wang Yang Ming (1472-1529)

Anche Henri Borel riprende l'insegnamento di Laozi;
"Rinuncia del desiderio, anche di quello della bontà. Vivendo senza sforzo, senza compiere nessuna azione che non sia in armonia con la natura, liberati dalle illusioni, dai desideri e dalle aspirazioni"


"Il Maestro disse: chi al mattino ode parlare della Via, giunta la sera potrà anche morire".
Chi, anche un solo giorno esperisca il processo della vita e della morte, ha già conferito un senso alla propria esistenza.


Letture consigliate:

- "Il non agire -la Filosofia Cinese di Wu Wei-" di Margherita Sportelli (un libro in realtà non adatto ad una prima lettura, perchè molto "concentrato"...)
- "Il Tao per un anno" e "Il Tao della Vita Quotidiana" di Deng Ming-Dao (libri adatti ad una lettura introduttiva, che spiegano molto bene e in modo immediato il Tao e il significato degli ideogrammi e concetti base)
Allegati:
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Re: La Filosofia Cinese 1 Anno 2 Settimane fa #26274

  • lunaria
  • ( Utente )
  • Avatar di lunaria
  • OFFLINE
  • Redazione
  • Messaggi: 1059
  • Ringraziamenti ricevuti 67
  • Karma: 2
altre immagini :D
Allegati:
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Re: La Filosofia Cinese 1 Anno 2 Settimane fa #26275

  • lunaria
  • ( Utente )
  • Avatar di lunaria
  • OFFLINE
  • Redazione
  • Messaggi: 1059
  • Ringraziamenti ricevuti 67
  • Karma: 2
ecco le ultime :)
Ultima modifica: 1 Anno 2 Settimane fa da lunaria.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
  • Pagina:
  • 1
Tempo creazione pagina: 1.066 secondi
Download Full Premium themes - Chech Here
Free artbetting.net bookamkers reviw.
Contact us
http://b.artbetting.net/