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ARGOMENTO: Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer 1 Anno 8 Mesi fa #24215

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........Un'omaggio a Arthur Schopenhauer e ai suoi concetti fondamentali! :D


Da sempre Schopenhauer incarna la figura del pensatore solitario, misantropo e misogino.

Sono rimaste storiche le sue cattiverie (come "testa di passero" o "infame scarabbocchione di sciocchezze"..) nei confronti di Hegel, "colpevole" di essere stato all'epoca,il filosofo ufficiale della cultura tedesca, al culmine del successo.

Se è innegabile la rivalità tra i due filosofi, non è da mettere in secondo piano, come accadde all'epoca, la filosofia di Schopenhauer che ha dipinto alla perfezione il vivere umano:

"Siamo simili a degli agnelli che giocano sul prato mentre il macellaio già sceglie con l'occhio ora l'uno ora l'altro:
noi infatti non sappiano nei nostri giorni migliori quale sciagura stia preparando proprio allora il destino:
malattia, persecuzione, povertà, cecità, pazzia.
è il dolore il senso della vita, la gioia è la momentanea liberazione da un dolore."

" La vita umana è un oscillare perpetuo fra il dolore e la noia".


è attraverso la nolontà (= dal latino noluntas, "non volere") che si sfugge alla tirannia della volontà di vivere che ci porta attraverso la legge del desiderio, a un malcontento e un'insoddisfazione continua...

Che cosa è la vita se non un'incessante desiderio?
( e pensiamo a quanto questo concetto sia vero soprattutto oggi, nella nostra epoca di consumismo globale...)

La liberazione dell'uomo dal dolore passa quindi, per Schopenhauer, attraverso la soppressione del desiderio in una mortificazione continua della volontà, astenendosi da tutto ciò che ci è piacevole, fino al raggiungere il distacco dalle passioni (atarassia).

" Quest'orrore per la volotà di vivere e dunque per il divenire, non è però disperazione pura, perchè il ritirarsi dal tutto, in modo che davanti a noi non resta invero che il nulla, è un'ascesi che non conduce al nulla assoluto (in termini kantiani, al nihil negativum) ma al nihil privativum (il niente come privazione) ossia a ciò che è nulla relativamente a qualcosa.
Se un dio ha fatto questo mondo, non vorrei essere dio; la estrema miseria del mondo mi lacererebbe il cuore"


Arthur passò la vita tra ansie e fobie:


"Anche in assenza di uno stimolo particolare reco in me una costante ansietà interiore che mi fa vedere e cercare pericoli dove in realtà non ce ne sono.
Esso amplifica all'infinito anche la minima avversità e rende tanto più difficile per me il rapporto con gli esseri umani "


........ma questo rinforzò la sua tempra eroica, di superiorità nei confronti degli altri esseri umani ( "esseri bipedi" come li chiama lui....) :


"Mi sia consentito sperare che il sole mattuttino della mia fama indori con i suoi primi raggi la sera della mia vita togliendole la cupezza"

"Ebbene, ora ce l'ho fatta, il crepuscolo della mia vita diventa l'alba della mia fama"


Ma il "misticismo schopenhaueriano" non è un misticismo cristiano, vale a dire un rinunciare alla materia (da sempre legata al male, al Demonio...) in favore di un'unione intima con Dio, ma un misticismo ateo, o legato al concetto del nirvana buddhista.
Non a caso, Schopenhauer è stato uno dei primi filosofi ad avvicinarsi alla filosofia contemplativa orientale.


Da ricordare che Schopenhauer affida all'arte (archittettura, pittura e, al vertice, la musica) il compito di elevare l'uomo attraverso una purificazione catartica.

"Gli uomini con i quali vivo possono essere nulla per me. Perciò il mio massimo godimento nella vita sono i monumenti, i pensieri tramandati di esseri simili a me, che un tempo si sono affannati, come me, tra quelli."


Ma come vede Schopenhauer la morte?
e quale "rimedio" insegna contro la paura angosciante di morire?

"Il non essere dopo la nostra vita non si differenzia in nulla da quello prima di essa, perciò affliggersi per il tempo in cui non ci saremo più è tanto giusto quanto affliggersi peril tempo in cui non c'eravamo ancora"


In Italia le idee pessimistiche di Schopenhauer troveranno un seguace in Giuseppe Rensi (non a caso, ostracizzato dall'ambiente filosofico accademico dell'epoca, e anche nell'ambiente accademico attuale come ho avuto modo di scoprire.....) nel suo "La filosofia dell'Assurdo" (1937) pubblicato nell'Adelphi:

"L'essere è un'unica cosa con l'assurdo e il dolore, solo nel non essere senza maschera, nel nulla, questi possono aver fine"



Letture consigliate:


-"Il mondo come volontà e rappresentazione"

-"L'arte di conoscere se stessi"




Dedico questo topic a Shibari No Gaijin
Ultima modifica: 1 Anno 8 Mesi fa da lunaria.
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Re: Arthur Schopenhauer 1 Anno 3 Mesi fa #25994

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riporto un'analisi di un mio amico, Mr Nichilista, su Schopenhauer..... B)



Quando penso a Schopenhauer la prima cosa che mi viene in mente è la reazione dell'uomo medio alla sua lettura "Che pessimista" "Che uomo negativo" "Poveretto, era malato, avrebbe avuto bisogno di uno psicologo"
Questo perchè? Perchè le persone non ragionando fanno questa associazione: dolore,tristezza,sofferenza= pessimismo; felicità, allegria, contentezza= ottimista; ed è davvero grottesco! Un uomo non è pessimista se racconta qualcosa di drammatico e di misero, lo è se quella cosa drammatica e misera non esiste!! Se è una cosa è misera e qualcuno la descrive cosi come effettivametne è, si tratta di REALISMO! Al contrario se una persona parla di rose e fiori, di allegria, di contentezza NON è OTTIMISTA automaticamente, dipende se quella cosa da lui descritta ha fondamento oppure no! E la realtà qual è?? Che le persone etichettate di pessimismo (praticamente tutte) sono in realta lucidie realiste, e le persone ritenute OTTIMISTE, sono persone illuse che credono alle favole(paradisi, oroscopi,dei).

Schopenhauer è uno dei pochi a descrivere perfettamente quello che sta dietro la parola amore! L'amore non è nient'altro che una maschera dell'istinto sessuale, non c'è alcuna differenza tra la forza che spinge il toro a cercare di accoppiarsi con la mucca, e l' energia che spinge uomo alla conquista della donna! Certo cambiano le modalità, cambia la forma, ma non cambia la sostanza! E' tutto funzionale all'accoppiamento, ergo è tutto funzionale alla continuazione della specie! L'uomo però non accetta di fare mille sforzi, mille lotte, per lo stesso motivo per cui un coniglio cerca di arrivare alla coniglietta, allora si è inventato il cosidetto AMORE! Lui si accoppia perchè "ama", è l'apotesi dell'illusione! Arthur l'aveva capito, il 99% dell'umanità ancora no.

Schopenahuer ha capito anche la vera essenza della vita; dolore, spesso per mancanza di qualcosa, raggiungimento dell'obiettivo, e subentrare della quasi immediata noia! E di nuovo dolore..noia..dolore noia... in un circolo vizioso che va dalla nascita fino alla morte! Come liberarsene in parte? Cercando di eliminare il piu possibile I DESIDERI..è un insegnamento fondamentale... meno si desidera MEGLIO SI STA... meno si pretende..MEGLIO SI STA.... se una persona non si aspetta nulla dalla vita d'altronde, come potrà rimanerne deluso?? se una persona non desidera essere felice? come può intristirsi??

Queste parole non sono solo TEORIA.. io applico questi principi, molto lucidi e molto razionali, alla vita di tutti i giorni, e devo dire che nonostante la percezione del vuoto esistenziale, io mi senta sereno, in equilibrio,tranquillo! La vita è un dramma, ma non è colpa nostra, siamo stati sfortunati, il caso e la necessità hanno voluto che noi fossimo al mondo, ma un giorno o l'altro la condanna terminerà! Occore semplicemente aprire gli occhi, rendersi conto di questo, e vivere di piccole cose, senza ossessionarsi, senza aspirare al successo, alla carriera, al denaro:) la vita è gia misera, e vogliamo aggiungerci persino stress per cose inutili? moriamo domani che ve ne fate del denaro? del successo?della carriera? viviamo di piccole cose, senza ossessionarcene e aspettiamo il passare tel tempo! La vita ci riserverà cose tragiche, malattie, deperimento, morte dei cari, cerchiamo di affrontare quello che la vita ahime ci riserverà consapevoli che prima o poi la morte ci libererà dalla condanna:) Il suicidio non è possibile, in quanto il dramma esistenziale non vince quasi mai sull'istinto di sopravvivenza..difatti tutti vivono soltanto perche sono costretti, non perche lo vogliano:)
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Re: Arthur Schopenhauer 1 Anno 3 Mesi fa #25995

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Al liceo mi dicevano spesso, tra cui purtroppo lo stesso docente:
"troppo facile dire che ti piaccia Schopenhauer, fai la dark..."

Non ne feci mai la mia bibbia, ma lo trovai comunque molto più concreto e conforme ai miei punti di vista di allora.

Ma oltretutto, non potevo pretendere nulla da gente che continua ancora ad insegnare che il superomismo di Nietzsche abbia dato i natali al nazismo (non che ci fu una interpretazione nazista del superomismo.).
...Curami...Curami...Curami...
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Re: Arthur Schopenhauer 1 Anno 3 Mesi fa #25996

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Credo che Schopenhauer sia stato "un punto di rottura" con tutta la filosofia occidentale precedente:

non solo perchè fu tra i primi a studiare/tradurre i pensatori orientali (e quindi a proporli in Europa) ma anche perchè andava controcorrente rispetto all'Idealismo tedesco allora imperante (visto che all'epoca andava di moda solo Sua Maestà Hegel....!!!)
Io lo ritengo uno tra i primi a dedicarsi alla condizione esistenziale vista proprio nell'ottica di "io esisto e vivo su questo mondo preda del male e del malessere", quindi un pensatore più vicino alla filosofia del '900;
un pò le problematiche legate all'esistenza e al perchè dell'esistenza che hanno affrontato molti pensatori a partire dagli anni '20-'40, staccandosi un pò dai vecchi stendardi della metafisica greca o anche rispetto alla filosofia rinascimentale o dell'Idealismo.
C'è anche da dire, che il suo linguaggio non è eccessivamente complesso, quindi è più "universale"e accessibile rispetto a pensatori iperdifficilissimi.
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Re: Arthur Schopenhauer 9 Mesi 2 Settimane fa #26428

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"Il mondo è la mia rappresentazione. è questa una verità che vale nei confronti di ogni essere vivente e conoscente"


la trovo stupenda questa frase di Arthur :*
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