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Urwald

Album

По лесным Просторам (2009)

3 out of 53 out of 53 out of 53 out of 53 out of 5 / 0 out of 50 out of 50 out of 50 out of 50 out of 5 0 RATINGS Da Evitare
По лесным Просторам

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Data

Released Luglio 2009
Format Album
Type CD
Genre Out Of Dark
Edition date Luglio 2009
Country Russia

Review

Prima di iniziare la recensione di questo oscuro gruppo proveniente dal sottobosco russo è necessario fare una premessa :è sicuramente stato difficile dare un parere imparziale quando il genere che si sta ascoltando non è particolarmente di proprio gradimento ma nonostante questo proverò lo stesso a descrivervi le impervie sonorità degli Urwald. In questo platter, dal titolo impronunciabile, si mescolano tracce legate a sonorità dedite alla natura (vedi di fatti la traduzione dal tedesco urwald che significa giungla), molto melodiche e ipnotiche, a tracce più “movimentate” e propriamente suonate. Un disco dalle sonorità molto particolari che potrebbero assumere caratteri impervi ed incomprensibili a causa dell'incredibile varietà di suoni espressi. La musica , che si muove silente nei mondi musicali di un'ambient a tinte oscure e di un folk pagano a tratti ancestrale presenta clichè sonori eclettici e quasi mai stabili creando , piuttosto spesso , fantomatiche orgie sonore di difficile traduzione. La qualità delle tracce e della registrazione a mio parere lascia molto a desiderare. Il caos creato dagli Urwald devastano e divorano tutto ciò che trovano. La totale assenza di un filo conduttore e la luce fioca dei toni dimessi non aiutano di certo l'ascoltatore che si trova disperso in un labirinto di rovi musicali dove le tracce ,troppo spesso ,vengono interrotte improvvisamente per poi ripartire alla successiva senza alcun collegamento. L'atmosfera è ridotta all'osso basata sull'iterazione di pochi e semplici riff di chitarra sospesi ed inghiottiti da un'ascesa isolazionista a tratti assordante.

La voce del singer appare come un fantasma rinchiuso da invisibili sbarre. La sua angoscia si muove alla ricerca di una fioca luce sulle esili composizioni ed in un dannato tentativo di enfatizzare il contrasto con la perversa malinconia espressa dagli Urwald restando intrappolato nell'immobilità ed in una cupezza dai caratteri opprimenti. Le ombre di questo inconcepibile lavoro prendono il sopravvento graffiando e strozzando le già flebili luci. La qualità sonora del disco si pone in uno sconcertato fatalismo. Spettri sonori supportati malamente da una decadente costruzione armonica fanno cadere anche la colonna portante , ovvero quella di un folk pagano incurante che fatica a scorrere limpido e fatica soprattutto a legarsi con le pessime distorsioni ambientali.

Un disco che non riesce a regalarci profumi di sottobosco e che sembra destinata a restare chiusa nelle industriali soffitte russe. Anche le poche e frammentarie notizie che ci arrivano dagli Urwald non ci permettono di scavare i tumuli sonori di questo gruppo che sogna di schiantare la luce ma che viene inesorabilmente inchiodato nelle grigie dannate cornici dell'anonimato.

Anakhai89

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