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DataReleased Novembre 2010Format Album Type CD Genre Ebm Edition date Novembre 2010 Country Germania Label Trisol ReviewTorna alla luce trapassando il buio più estremo. Torna uno degli infimi padri dell’elettro-dark sudicio , sporco, malato ed oscuro come una notte d’inverno. Torna lasciando da parte quel senso di già sentito e del niente di nuovo che infestava il suo precedente Dream, Tiresias!
La dodicesima fatica di Peter ha connotati duri , decisi e maledetti . Una creatura che divora il presente e si fa beffa del passato rosicchiando mesi ed anni riuscendo persino a sfiorare l’osso del masterpiece Daimonion. La sostanziale differenza tra i due possiamo facilmente trovarla in un punto ben preciso ovvero quello della mancanza di un brano rappresentativo come lo è stato Timekiller per Daimonion.
Le recenti collaborazioni con Ronan Harris ( Vnv Nation ) e Der Graf ( Unheilig ) cominciano a dare i loro frutti . A risentirne ed a giovarne sono soprattutto i ritmi prettamente elettronici che sostituiscono totalmente l’uso della chitarra elettrica che in questo disco rimane solamente un pallido ricordo inghiottito facilmente dalle nere fauci di un elettro-goth aggressivo , violento , cupo come non si vedeva da anni.
La preda diventa un facile piatto succulento da dare in pasto ai dancefloor grazie soprattutto al sintetico suicidio di Stacked Visions che ripercorre le nefaste vie ebm che conducono dritte ai visionari deliri dei Sucide Commando . Frammenti nudi e crudi che si incastrano alla perfezione con i più morbidi e vaporosi sussurri dell’opener track vicinissima alle nordiche sinfonie dei Covenant di United State of Mind ed alla catatonica The Dividing Line macabra ballad caratterizzata da abissali vocalismi .
Gli enigmatici versi presenti nel disco risultano essere spesso contaminati da un senso di inquietudine che si riflette totalmente sulle problematiche esistenziali incidendo parecchio sulla qualità delle liriche che in questo disco assumono un ruolo fondamentale ed assolutamente innovativo. Risultano essere interessanti anche i temi scelti da Peter per la sua nuova creatura. Ghost of the past racchiude nella sua anima strumentale i fantasmi di Nagasaki inconsapevole fulcro della follia umana. Supersonic Snakebite risulta più ariosa e se vogliamo densa di sequenze ludiche incipt della seguente 43rd Floor dove i giocattoli sembrano animarsi attraverso sequenze dinamiche e vorticose.
La quadratura del cerchio sicuramente è data dalla title track Continuum Ride monumento ed emblema della filosofia Project Pitchfork.
Un disco che non può e non deve mancare agli amanti del genere. Da applausi il giogo emozionale in continuo bilico tra ombra e luce , passato e futuro , dolore e gioia. Un viaggio attraverso un quadro senza tela dove l’autunno si specchia nelle foglie di un luna park ormai abbandonato dove ricordi , carillon e giostre tornano a rivivere attraverso sinfonie ed atmosfere sospese nel tempo. Da applausi.
Angel Comments
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