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Einstürzende Neubauten

Pietra Miliare

Kollaps (1981)

8 out of 58 out of 58 out of 58 out of 58 out of 5 / 0 out of 50 out of 50 out of 50 out of 50 out of 5 0 RATINGS Consigliato
Kollaps

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Data

Released Ottobre 1981
Format Pietra Miliare
Type CD
Genre Industrial
Length 38:58
Edition date 1981
Label Zickzack Records

Review

Kollaps” è il primo album degli Einsturzende Neubauten, preceduto in realtà da un altro album (“Stahlmusik”, registrato ad inizio giugno del 1980) in cui le atmosfere e i suoni sono molto più all’insegna di una sorta di ambient ipnotico, condito da riverberi, tocchi rumoristi e parti vocali gridate di sottofondo.
A differenza della primissima prova del gruppo, caratterizzata da una scarsa qualità e resa del suono in generale (che potrebbe anche avere il suo perché), questo è l’album in cui esso viene inquadrato, prende carattere e ci fa insomma capire (parlandone a posteriori dopo una lunga ed onorata carriera trentennale) fin dal primo ascolto qual è il marchio di fabbrica Neubauten .
Un puro diamante grezzo, rumoristico e caratterizzato da percussioni regolari e cadenzate, che verrà raffinato nel secondo album del gruppo per raggiungere successivamente la perfezione formale e un’eterogeneità maggiore in quello che viene considerato il loro capolavoro: “Halber Mensch
Insomma un frutto ancora un po’ monocromatico e acerbo così come la voce di Blixa Bargeld, all’insegna di un industrial scarno, sporco e selvaggio in cui alberga l’assenza di volontà di creare qualcosa di “bello” ed orecchiabile, cosi come ha successivamente sostenuto lo stesso cantante, chitarrista e figura principale del gruppo.
L’obiettivo è quello di svecchiare oltre che rompere (con) il panorama musicale di fine anni ’70, inizio ’80, da cui, deriva l’idea di riprendere i suoni delle violente proteste che hanno luogo in quel momento a Berlino.
Tanz debil” è la traccia che apre l’album con suoni di scariche elettriche che fanno ballare il corpo in una “Danza demente”.
In “Steh auf Berlin” trova riscontro quanto detto a proposito delle proteste nella capitale tedesca, tra l’altro al tempo ancora divisa dal muro, in versi come: “…Aufstehn, Abstürzen, Einstürzen, In die Luft sprengen, Krieg unter Autos…” (“…Alzarsi, Cadere a precipizio, Crollare, Far saltare in aria, Guerra fra le auto…”)
Negative nein” propone suoni ottenuti con l’acqua e il grido allucinato (ai limiti delle possibilità delle corde vocali di un essere umano) oltre che la voce acida, stridente e penetrante del cantante. Non male anche la versione live (che non è però presente in tutte le edizioni dell’album) a fine album in cui si sentono e distinguono gli strumenti suonati.
U-haft muzak” è un battito regolare, minimale, che colpisce dritto al cervello, come pulsazioni costanti alla testa.
Fa sorridere invece pensare ad un’improbabile cover come “Jet’m” (“Je t’aime… moi non plus” il titolo dell’originale, della coppia Gainsbourg-Birkin), versione abbreviata e sfigurata da suoni che vanno esaurendosi, ma comunque notevole.
La canzone che da il nome all’album stesso, “Kollaps” è un vero e proprio “Crollo” ritmato, lento e teso, di chi sta scivolando e sprofondando sempre più in basso o dirigendosi verso la propria esecuzione. E’ forse la prima canzone in cui si sente e distingue una chitarra elettrica.
Senhsucht” (ripreso poi in “Halber Mensch”) è un pezzo che viene spezzato alla fine ed è anche più nitido nella forma e nei suoni rispetto a tutti gli altri.
Ironica appare invece la sovrapposizione di percussioni simili a martellate su una sonata d’altri tempi (anni ’30?) in “Vorm Krieg”, il cui intento sembra lasciar tirare un po’ il fiato a chi ascolta.
Infine “Abstieg und zerfall” è un crescendo ritmico angosciante, che si interrompe per dare spazio ai sussurri di Blixa.
Seppur composto anche da un paio di intermezzi (“Draußen ist feindlich”, “Helga”) e tracce relativamente brevi, “Kollaps” resta un album imprescindibile per capire a fondo lo stile degli Einsturzende Neubauten e la loro evoluzione negli anni, che volenti o nolenti prima o poi dovrete affrontare. E’ indubbiamente un notevole esordio.

October leaf

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